Tra i kanaky la danza è considerata un'importante forma d'arte. La danza tradizionale chiamata pilou racconta storie di nascite, matrimoni, cicloni o preparazioni alle battaglie, ma nel 1951 le autorità coloniali la bandirono per la forte carica di energia e lo stato di trance che induceva nei danzatori (e per gli occasionali banchetti a base di carne umana). La musica è un elemento fondamentale in ogni cerimonia tradizionale, e la varietà degli strumenti adoperati include gusci di conchiglie, strumenti a percussione e flauti di bambù. I caldoches, detti anche bianchi della Nuova Caledonia, discendono principalmente dai prigionieri francesi e si sono creati una propria cultura, più simile a quella rurale australiana o americana che a quella metropolitana francese. Molto popolari sono i rodei e le fiere di paese. I métros sono gli ultimi gruppi emigrati dalla Francia, che non sembrano passarsela affatto male visto che spesso li si vede cenare in ristoranti raffinati o fare acquisti all'ultima moda.
La lingua ufficiale del territorio è il francese, e sarete obbligati a parlarlo un po' se vi avventurate fuori da Noumea (dove perlomeno alcuni di quelli che lavorano nell'ambito del turismo si arrangiano con l'inglese). Si è calcolato che in Nuova Caledonia coesistono 27 lingue kanaky diverse, ma essendo state scoraggiate - o quantomeno ignorate - dai francesi, non esiste una lingua kanaky ufficiale. In passato era il clan, non l'individuo, il centro della cultura tradizionale kanaky, e oggi la componente essenziale dell'identità kanaky è rappresentata da la coûtume, un codice fatto di riti, cerimoniali e interazioni sociali tra i clan che però esalta allo stesso tempo anche il legame dell'individuo con le proprie origini. I kanaky, che fanno parte dei melanesiani, i popoli neri del Pacifico Occidentale comprendenti anche gli abitanti della Papuasia e gli aborigeni australiani, amano farsi chiamare Ti-Va-Ouere, ossia 'Fratelli della Terra'.
I principali prodotti tradizionali della Nuova Caledonia sono il pesce, la noce di cocco, la banana, il taro, la patata dolce e l'igname. L'aragosta, il granchio, il dugongo e la tartaruga sono altre risorse alimentari tipiche del territorio, come anche la rossette, varietà locale della specie dei pteropi. Purtroppo, al giorno d'oggi i cibi tradizionali vengono sempre più sostituiti dai prodotti in scatola o trasformati, ma riuscirete ancora a trovare la bougna, una squisita combinazione di taro, igname, patata dolce, banana e pezzi di pollo, granchio o aragosta avvolti in foglie di banana e cucinati in un forno ricavato nella terra. Molti ristoranti servono piatti standard della cucina francese con tutte le sue tipiche elaborazioni, ma i locali vietnamiti, cinesi e indonesiani offrono generalmente cibi buoni a prezzi migliori. I francesi, tengono molto al loro caffè e al loro vino, che sono entrambi eccellenti.
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