Si pensa che circa 10.000 anni fa alcune trib ù indigene primitive abitassero la regione di New Orleans, ma sono poche le tracce che ne testimoniano lo stanziamento. All'epoca della fondazione della citt à da parte dei francesi (1718), sette piccole trib ù, note come i muskogee, si erano stanziate nelle contee della Florida a nord del Lake Pontchartrain, spingendosi talvolta fino alle rive del Mississippi. A sud di New Orleans altre trib ù abitavano la zona dei canali a Barataria e lungo il tratto meridionale del Mississippi.
Nel 1699 i fratelli Pierre e Jean-Baptiste Le Moyne de Bienville erano stati i primi europei a risalire il Mississippi dal Golfo del Messico. Guidati da un nativo americano, erano risaliti verso nord, fermandosi a osservare la stretta striscia di terra tra il fiume e il Lake Pontchartrain. Meno di vent'anni pi ù tardi, i Bienville erano tornati per posare la prima pietra di Nouvelle Orl Éans proprio sullo stesso luogo.
I primi coloni provenivano soprattutto dalla Francia, dal Canada e dalla Germania. I francesi deportarono molti africani per impiegarli come schiavi. Nonostante l'affluenza, per ò, il mercantilismo coloniale si dimostr ò un fallimento economico a New Orleans, e le dure condizioni di vita contennero l'immigrazione al minimo. I coloni svilupparono cos ì un'economia di scambio basata sul contrabbando e sul commercio locale, mentre la citt à diventava famosa per l'illegalit à che dilagava e per la sua anima negra.
Considerando la Louisiana un inutile spreco di denaro pubblico, i governanti francesi nel 1762 stipularono con il re di Spagna Carlo III un patto con cui la Francia si impegnava a cedere il vasto territorio della Louisiana a ovest del Mississippi, compresa New Orleans, in cambio di aiuti nella guerra contro gli inglesi. In questo periodo cominciarono ad arrivare i profughi dalla Nova Scotia (Acadia), come conseguenza dell'occupazione del Canada francese da parte dell'Inghilterra. Gli inglesi avevano infatti deportato migliaia di acadiani per il loro rifiuto di sottomettersi all'amministrazione inglese. Malgrado fossero perlopi ù contadini analfabeti, la loro fedelt à alla Francia fece presa sugli stessi governanti francesi che avevano ceduto la Louisiana alla Spagna, e la loro presenza a New Orleans fece sperare alla Francia di mantenere gli interessi del loro paese in Louisiana. Ma purtroppo i profughi acadiani (o cajun, come vengono ora chiamati) non erano stati messi al corrente del fatto che sarebbero diventati sudditi spagnoli, e una volta giunti a New Orleans si resero conto di non essere i benvenuti. La societ à creola storse il naso e li confin ò nella zona paludosa a ovest della citt à, dove continuarono a mantenersi con l'allevamento del bestiame.
Come gi à avevano fatto i governanti francesi, anche quelli spagnoli cominciarono presto ad aver fretta di liberarsi del fardello economico rappresentato dalla Louisiana; cos ì, quando nel 1800 Napoleone Bonaparte mostr ò l'intenzione di riacquisire il controllo della regione, la Spagna non si fece scappare l'occasione. Nel frattempo il presidente degli Stati Uniti, Thomas Jefferson, comprese la necessit à di prendere possesso della capitale, con la forza se necessario, per poter portare avanti il progetto di espandere i confini verso ovest. Napoleone era consapevole di correre il rischio di dover consegnare New Orleans agli inglesi, e preferendo vederla amministrata dagli americani, vendette l'intero territorio della Louisiana agli Stati Uniti al prezzo di 15 milioni di dollari. Il 20 dicembre 1803 il tricolore francese che sventolava in Place d'Armes fu ammainato senza clamore per lasciare il posto alla bandiera degli Stati Uniti.
Il passaggio all'amministrazione americana non venne affatto accolto con entusiasmo. Per i creoli francesi gli americani erano l'espressione di una cultura dominante fracassona e volgare. Le convinzioni degli americani di fede protestante e il loro sostegno al diritto consuetudinario inglese erano percepiti come una minaccia allo stile di vita creolo. Nel 1808 la legislatura territoriale prese provvedimenti tesi a preservare la cultura creola introducendo elementi di diritto spagnolo e francese, in particolare il codice napoleonico, che si ritrovano in certa misura ancora oggi.
Nel corso del XVIII e del XIX secolo New Orleans fu devastata dalle epidemie di febbre gialla. Malgrado ci ò, nel 1840 era la quarta citt à degli Stati Uniti con pi ù di 100.000 abitanti. Nel 1852 gli americani ottennero l'amministrazione della citt à e poco dopo erosero il potere creolo sospendendo il Code Noir (Codice Nero), un documento del 1724 che aveva regolamentato il trattamento degli schiavi e delle persone di colore libere. Nel 1850 New Orleans era diventato il maggior centro del commercio degli schiavi del Sud.
L'elezione del presidente Abraham Lincoln nel 1860 diede motivo agli stati 'schiavisti' del Sud di proclamare la secessione dall'Unione, facendo cos ì scoppiare la guerra civile. Malgrado la Louisiana fosse stata il sesto stato a staccarsi, in realt à a New Orleans tre quarti degli elettori avevano votato a favore dell'Unione. L'obiettivo dell'Unione di assicurarsi il controllo del corso inferiore del Mississippi e del porto di New Orleans venne raggiunto dall'ammiraglio David G. Farragut, che alla guida di uno squadrone navale di 17 imbarcazioni, riusc ì trionfalmente a superare un blocco sul fiume realizzato dai Confederati, conquistando dopo soli due giorni New Orleans, la prima citt à confederata a cedere le armi.
Dopo la caduta di New Orleans, circa 24.000 neri della Louisiana entrarono in servizio nelle truppe dell'Unione. Molti si erano uniti alle Native Guards (Guardie Native) capitanate dal generale Benjamin F. Butler durante la presa di New Orleans. Butler prepar ò il terreno per la politica di ricostruzione del presidente Lincoln; a questo scopo realizz ò la restaurazione degli stati cos ì com'erano prima della guerra, eliminando per ò la schiavit ù e stabilendo un indennizzo a favore degli ex proprietari di schiavi. La Costituzione della Louisiana promulgata nel 1868 garant ì il diritto di voto e i diritti civili a tutti i neri di sesso maschile, e il numero degli elettori neri aument ò fino a oltre 130.000 in tutto lo stato.
Quando le truppe di occupazione lasciarono la Louisiana nel 1877, molti diritti civili ottenuti diventarono lettera morta per via dell'affermarsi e del diffondersi della politica discriminatoria di Jim Crow; il colore della pelle torn ò a essere elemento di giudizio definitivo per chi in realt à non aveva potuto scegliere la propria razza. Gli annali riportano che il governatore Huey Long riassunse la distinzione facendo osservare che tutti i 'bianchi puri' della Louisiana 'potevano essere sfamati con cinque centesimi di fagioli e dieci centesimi di riso'.
Nei primi anni del XX secolo tutti gli elementi culturali erano maturi per dar vita alla rivoluzione musicale che a sua volta diede origine al jazz. Fin dagli inizi dell'epoca della schiavit ù, tutte le domeniche i neri si riunivano in Congo Square, l'unico luogo nel Sud in cui ci ò era permesso, per ballare e suonare accompagnati dalla musica delle percussioni. In seguito, il genere musicale indigeno, chiamato jazz, cominci ò a prendere forma, e molti musicisti della prima ora si esibivano nel quartiere a luci rosse di Storyville (che prese il nome dall'assessore Albert Story, che si adoper ò per confinare il vizio all'interno di questa piccola zona).
Negli anni '60 i legami commerciali con l'America Latina, evidenti nella diffusione in citt à di caff è tostato e frutti tropicali, si allentarono per via dell'imporsi di Miami. Dal 1972 al 1981 l'economia di New Orleans decoll ò grazie all'industria e al finanziamento di impianti di trivellazione per i giacimenti di petrolio in mare aperto. Il terremoto economico causato dall'eccedenza di petrolio nel 1981 e il conseguente crollo dei prezzi si fece sentire per diversi anni in Louisiana. Oggi la continua crescita del turismo, malgrado il ben noto alto tasso di criminalit à, costituisce un settore in crescita fra le opportunit à di occupazione offerte dalla citt à.
New Orleans offre cultura e divertimento in abbondanza per tutto l'anno ma i must continuano a essere Mardi Gras e il Jazz Fest.
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