Guida Isole Marianne Settentrionali

Storia

Le Isole Marianne Settentrionali furono colonizzate intorno al 1500 a.C. da Chamorro che avevano legami culturali con gli indigeni di Guam. A questo primo insediamento chamorro si deve la presenza dei monoliti preistorici (latte stone) ritrovati su tutto il territorio delle Marianne. Sulla cima di questi pilastri di roccia calcarea, che a volte raggiungono i 6 m d'altezza, è posto un pezzo di calcare o di corallo rosa a forma di grossa ciotola.
Le isole, chiamate Islas de los Ladrones (Isole dei Ladri) da Ferdinando Magellano nel 1521, furono ribattezzate Las Marianas, in onore della regina di Spagna Maria Anna d'Austria, all'arrivo del prete spagnolo Luis Diego Sanvitores. Nel 1668 Sanvitores e altri cinque gesuiti fondarono la prima missione sulle Isole Marianne dando inizio a due decenni di ostilità tra i preti e la popolazione non proprio ospitale dei Chamorro. Solo alla fine degli anni '80 del XVII secolo le truppe spagnole riuscirono a sedare la rivolta.
Nella speranza di convertire con maggiore efficacia i Chamorro, gli Spagnoli li trasferirono quasi tutti a Guam. Tuttavia, gran parte degli abitanti di Rota riuscirono a nascondersi tra le colline evitando la cattura e oggi i Chamorro di Rota costituiscono il gruppo meno misto dell'arcipelago. Intorno al 1820 gli Spagnoli permisero agli isolani delle Caroline occidentali di trasferirsi nelle più grandi Isole Marianne. I Caroliniani mantennero una presenza sulle Isole Marianne e si occuparono degli allevamenti di bovini degli Spagnoli, mentre questi ultimi fronteggiavano le ambizioni tedesche sulla zona.
Dopo che, nel 1885, il Papa Leone XIII sancì la sovranità spagnola sulle isole, i Chamorro, ormai ispanizzati, furono incoraggiati a fare ritorno da Guam alle Isole Marianne Settentrionali. Nell'arcipelago ricevettero terreni agricoli, ma ormai i Caroliniani avevano già occupato gran parte delle migliori terre costiere. La Germania acquistò le Isole Marianne Settentrionali dalla Spagna nel 1899 nella speranza di sviluppare la produzione della copra. Il controllo tedesco dell'arcipelago, tuttavia, durò solo fino alla Prima Guerra Mondiale, quando le Isole Marianne furono conquistate dal Giappone. I giapponesi erano più interessati alla canna da zucchero che alla copra, e per ottenere una più vasta superficie coltivabile, abbatterono le piantagioni di palma da cocco e le foreste tropicali, spesso demolendo anche antichi 'latte stone'. A metà degli anni '30 le coltivazioni di canna da zucchero delle Isole Marianne garantivano al Giappone il 60% di tutte le entrate provenienti dalla Micronesia.
Quando i Giapponesi giunsero per la prima volta nell'arcipelago, sulle Isole Marianne vivevano circa 4000 Chamorro, mentre alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale vi risiedevano oltre 45.000 persone tra Giapponesi e lavoratori immigrati: una maggioranza schiacciante nei confronti della popolazione indigena tanto per numero quanto per sopraffazione culturale. Purtroppo il peggio doveva ancora venire: le Isole Marianne furono uno dei campi di battaglia più sanguinosi della Seconda Guerra Mondiale. Più vicino al Giappone del resto della Micronesia, l'arcipelago era cruciale per la difesa dell'impero nipponico e per la strategia degli Stati Uniti nel Pacifico. Nell'estate del 1944 gli USA sbarcarono a Saipan con un imponente corpo d'invasione e contemporaneamente attaccarono la flotta giapponese ancorata nelle vicinanze. Accusando perdite di poco rilievo, gli Americani annientarono gran parte della flotta, ma alcune furiose battaglie campali causarono centinaia di perdite. I Giapponesi, tanto militari quanto civili, furono decimati, con una perdita di quasi 40.000 vite umane.
Gli Stati Uniti usarono Tinian come base di partenza per le proprie incursioni aeree sul Giappone e dall'isola partirono anche le bombe atomiche lanciate su Hiroshima e Nagasaki. Risparmiata dalle forze d'invasione USA, Rota uscì dalla guerra relativamente indenne, mentre Saipan e Tinian furono devastate assieme alla loro industria della canna da zucchero. Nel 1947 le Isole Marianne furono dichiarate dipartimento delle Isole Pacifiche in Amministrazione Fiduciaria dalle Nazioni Unite, che assegnarono agli USA il diritto esclusivo di amministrare le isole e di stabilirvi basi militari permanenti (oltre che di impedire ad altri paesi di fare altrettanto).
Più che incoraggiarne lo sviluppo economico, gli Stati Uniti amministrarono le isole erogando sovvenzioni. Nel 1948 la Central Intelligence Agency (CIA) scelse la zona settentrionale di Saipan come base di manovre militari segrete precludendo così metà del territorio dell'isola tanto ai suoi abitanti quanto ai visitatori. Nel 1961 Saipan e Rota presentarono al governo degli Stati Uniti una petizione in cui richiedevano di essere annesse al territorio di Guam. La richiesta fu ripetuta quasi ogni anno fino al 1969, quando gli abitanti di Guam la respinsero con il proprio voto, anche a causa dei sentimenti di inimicizia che alcuni di essi ancora provavano per gli abitanti di Saipan, che avevano fatto da interpreti per i Giapponesi durante l'occupazione nipponica di Guam.
Quando nel 1962 la CIA abbandonò Saipan, le Isole Marianne Settentrionali furono finalmente aperte ai turisti. L'anno seguente il quartiere generale dell'Amministrazione Fiduciaria fu trasferito in quelli che erano stati gli uffici della CIA a Saipan. Nel 1975 la popolazione delle Isole Marianne Settentrionali scelse di diventare un Commonwealth degli Stati Uniti assicurandosi un persistente appoggio economico da parte degli USA. In cambio, le forze armate statunitensi dovettero cedere quasi 75 kmq di terra alle isole. Nei termini dell'accordo del Commonwealth, le Isole Marianne Settentrionali conservano il diritto ad autoamministrarsi, mentre gli USA hanno il diritto di gestire gli affari esteri. Nel 1986 è entrata in vigore una nuova convenzione sul Commonwealth che attribuisce agli isolani la cittadinanza statunitense.
Sebbene le Isole Marianne non si situino direttamente nella zona dei tifoni, di recente alcune tempeste hanno apportato gravi danni all'arcipelago. La peggiore di queste tempeste è stato il supertifone Keith, che le ha colpite nel novembre del 1997 provocando vaste distruzioni senza tuttavia causare morti o feriti. Un altro disastro che ha colpito le isole è stata la crisi economica asiatica della fine degli anni '90, che ha provocato una drastica caduta del turismo facendo precipitare i prezzi degli immobili.
Le Isole Marianne si sono recentemente trovate al centro dell'attenzione pubblica globale per via delle discutibili pratiche lavorative osservate nella miliardaria industria dell'abbigliamento di Saipan. I lavoratori asiatici sono portati a Saipan con la promessa di alti salari e della cittadinanza americana, ma presto si trovano a produrre abiti per aziende sfruttatrici che impongono condizioni intollerabili di lavoro. Nelle Isole Marianne vige infatti uno statuto speciale che esenta le isole dalle leggi statunitensi sui salari e sulle leggi dell'immigrazione. Nel 1999 i lavoratori hanno fatto causa contro svariati disegnatori e commercianti di abbigliamento statunitensi.
Alla fine degli anni '90, la crisi finanziaria asiatica ha colpito duramente le isole, contribuendo ad accrescere l'influenza americana, economica e soprattutto militare. Alla metà del 2000, circa 3000 ordigni inesplosi della seconda guerra mondiale sono stati fatti brillare dalla marina americana al largo di Saipan. Le proteste degli ambientalisti non sono servite a sostenere un'azione lagale contro le operazioni degli americani.

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