ai cittadini italiani è richiesto il visto d'ingresso. Per ottenere il visto turistico bisogna rivolgersi al consolato del Pakistan a Roma, compilando l'apposito modulo e presentando il passaporto e due fotografie formato tessera. Il costo del visto turistico è di 32 euro. Per il trekking occorre un permesso speciale: anche questo va preventivamente richiesto al consolato in Italia
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sistema metrico decimale
424.000 persone all'anno
Se dormite in ostelli o in dormitori e se mangiate come la gente del posto non dovreste spendere pi ù di US$10-15 al giorno. Se invece vi volete concedere qualche lusso, come una stanza d'albergo con TV satellitare, scrivania, balcone e bagno immacolato, la spesa giornaliera sale a US$30-40. Come in tutti gli altri paesi del mondo, anche in Pakistan potete spendere cifre folli se scegliete alberghi di super lusso e ristoranti carissimi. Per i pasti e il pernottamento, il nord è in genere meno caro del sud.
In tutto il paese si possono cambiare facilmente, oltre ai contanti, i traveller's cheques, dietro il pagamento di una commissione piuttosto alta. Eccetto che negli alberghi di gran lusso, le carte di credito non sono facilmente accettate, ma potete usarle per ottenere anticipo di denaro contante nelle banche occidentali; pi ù accettata della MasterCard è la Visa. A volte le banconote logore non sono accettate; nei centri pi ù piccoli i tagli da 1000 o da 500 rupie creano disagio e difficolt à nel dare il resto: cercate di avere sempre banconote di minor valore.
Il bakshish (la mancia) è uno stile di vita. Qualche soldo dato al momento giusto apre tutte le porte. In ogni situazione, da una firma su un documento al rubinetto che perde, il bakshish è come una bacchetta magica. In molti alberghi di lusso il conto comprende il 5-10% di servizio, quindi potete scegliere se dare la mancia o no. Al tassista si d à normalmente il 10%; i facchini delle stazioni ferroviarie prendono la tariffa fissa di 7 rupie. Nelle zone rurali, dove pi ù forte è il senso dell'ospitalit à islamica, a volte la mancia è fermamente rifiutata.
Se è vero che il bakshish è uno stile di vita, il contrattare è una questione di stile, soprattutto in molti bazar. A differenza di quanto succede nei paesi occidentali, ai negozianti pakistani piace che i clienti si mettano a tirare sul prezzo, a patto che lo facciano con stile e senza arroganza. Normalmente l'avventura comincia con un invito da parte del negoziante a entrare per prendere una tazza di t è; durante la conversazione, si comincia come per caso a parlare del tale oggetto e, se v'interessa, il negoziante propone un prezzo, di solito troppo alto; segue la vostra controproposta e la trattativa finisce quando entrambe le parti si ritengono soddisfatte; l'affare si conclude con una vigorosa stretta di mano che sancisce l'accordo. Quando si tratta con un negoziante non bisogna mai dimenticare il sorriso, il senso dell'umorismo e la buona educazione e soprattutto non bisogna pensare che l'oggetto in questione verr à venduto a un prezzo stracciato.
Il periodo ideale per andare in Pakistan varia a seconda della regione che si intende visitare. Per la parte meridionale, compresi Sind, Baluchistan, Punjab e il sud della North-West Frontier Province (provincia della frontiera del nord-ovest, NWFP), sono pi ù indicati i mesi freschi compresi tra novembre e aprile, poich É in primavera inoltrata e in estate il caldo è veramente soffocante. Nelle regioni settentrionali, come Punjab (Islamabad e Lahore), Peshawar, Azad Jammu, Kashmir e il nord della NWFP, si viaggia pi ù agevolmente da maggio a ottobre, prima che la neve ricopra tutto; in questo periodo il clima pu ò essere un po' instabile, ma le zone di montagna solitamente sono ancora accessibili.
Cercate di non capitare in Pakistan durante il Ramadan, cio è il mese di digiuno che in genere cade tra dicembre e febbraio, perch É un fedele se non mangia non è certo nel pieno delle sue forze, quindi ogni attivit à è ridotta al minimo e spesso dall'alba al tramonto non si trova cibo.
Uno degli eventi pi ù importanti è il Ramadan, il nono mese del calendario islamico, durante il quale non si pu ò ingerire cibo dall'alba al tramonto e la cui data cambia di anno in anno (dal momento che il calendario islamico è diverso da quello gregoriano). Tra le altre feste ricordiamo Eid-ul-Fitr, i due giorni di festeggiamenti che seguono la fine del Ramadan; Eid-ul-Azha, in cui vengono sacrificati alcuni animali, la cui carne viene preparata e divisa con i parenti e i poveri; Eid-Milad-un-Nabi, in cui si celebra il giorno natale di Maometto.
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