Il popolo di Belau, come gli isolani chiamano la propria terra natia, potrebbe apparire come il pi ù occidentalizzato tra tutti i micronesiani per i loro abiti casual e i berretti da baseball americani. Cionnonostante, continuano a disapprovare i costumi succinti fuori dalla spiaggia, e nella maggior parte delle case e degli edifici pubblici si richiede che le scarpe vengano lasciate all'ingresso. Inoltre, si sono conservati negli anni molti riti tradizionali, come quelli per la nascita del primogenito, e i capi dei villaggi sono tuttora investiti di un ruolo importante nella gerarchia sociale.
Gli abitanti di Palau sono per la maggior parte cristiani, con un forte insediamento di cattolici e protestanti e con un aumento di membri tra i testimoni di Geova, avventisti del settimo giorno e baha'i. La modekngei è una forma di religione indigena, ripristinata, che si ritrova anche nelle tradizioni come, ad esempio, lasciare una luce accesa per allontanare gli spiriti.
I principali prodotti della dieta tradizionale di Palau comprendono latte di cocco e copra, tapioca, patate dolci e ogni tipo di pesce e frutto di mare. Le influenze alimentari giapponesi e americane sono alquanto comuni. Sebbene non cos ì tanto come a Yap, molti abitanti di Palau masticano noce di betel che, quando è mescolata con polvere di calce, rende la saliva di un rosso brillante. I masticatori di lunga data si riconoscono dai denti rossi, i nuovi dalle macchie rosse su menti e camicie.
La lingua Palau viene parlata a casa e in situazioni informali, mentre l'inglese è pi ù diffuso negli affari e in politica. Le scuole insegnano entrambe le lingue per cui la maggior parte degli abitanti è bilingue sin dalla tenera et à. Gli abitanti sud-occidentali parlano un po' di sonsorolese e tobiano. Gli isolani hanno preso a prestito il termine hawaiano 'haole' per riferirsi agli stranieri.
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