Storia

Gli storici ritengono che 50.000 anni fa la Papua Nuova Guinea fosse abitata da popolazioni asiatiche. Il primo contatto con l'Europa fu stabilito tra il 1526 e il 1527 dall'esploratore portoghese Jorge de Meneses, che battezzò questo luogo Ilhas dos Papuas ('isole dei capelli crespi'). Lo spagnolo Inigo Ortiz de Retes, in seguito, cambiò il nome in Nuova Guinea perché le popolazioni locali gli ricordavano quelle africane della Guinea. Seguirono altre esplorazioni, tra cui quelle di Bougainville, Cook, Stanley e John Moresby.
Per vari secoli quest'isola così grande e inquietante non venne presa in considerazione dalle potenze coloniali, fatta eccezione per l'Olanda. Nel 1824 gli Olandesi, ansiosi di rafforzare il proprio Impero delle Indie Orientali, formalizzarono infine le loro richieste di sovranità sulla parte occidentale dell'isola, seguiti dalla Prussia che nel 1884 si impossessò della zona settentrionale. Il quadro si completò alcuni giorni dopo, quando la Gran Bretagna impose un protettorato nella regione meridionale, annettendola poi quattro anni più tardi.
Nel 1906 la Nuova Guinea Britannica, diventata nel frattempo 'Papua', venne ceduta all'Australia, che aveva da poco ottenuto l'indipendenza. Allo scoppio della prima guerra mondiale gli Australiani si assicurarono prontamente il quartier generale tedesco di Rabaul e in seguito si impossessarono anche della Nuova Guinea Tedesca. Nel 1920 la Società delle Nazioni affidò ufficialmente l'isola in mandato all'Australia. Durante la seconda guerra mondiale le isole settentrionali e gran parte della costa del nord caddero sotto il controllo dei Giapponesi, che proseguirono la loro avanzata verso sud, fino a quando vennero bloccati dalle forze alleate. Nel 1945 gran parte del territorio sottratto venne riconquistato, ma i Giapponesi mantennero saldamente le loro posizioni in Nuova Irlanda e in particolare a Rabaul, in Nuova Britannia, dove scavarono 500 km di gallerie; queste ultime roccaforti si arresero solo alla fine della guerra. Dopo il conflitto la metà orientale della Nuova Guinea fu restituita all'Australia e diventò il Territorio di Papua e Nuova Guinea. Nel 1963 l'Indonesia assunse il controllo della Nuova Guinea Olandese incorporandola nello stato indonesiano con il nome di Irian Jaya. La Papua Nuova Guinea ottenne l'autogoverno nel 1973 e la piena indipendenza nel 1975.
Il primo problema che la Papua Nuova Guinea dovette affrontare dopo l'indipendenza fu quello dei rapporti con lo stato confinante, la potente Indonesia. Dopo che questa si era impadronita di Irian Jaya, molti Papuani dell'ovest organizzarono un movimento di resistenza armata (l'Organisasi Papua Merdeka, OPM) che combatté le forze indonesiane con scarso successo. Le tensioni si allentarono notevolmente dopo il 1985, in seguito al rallentamento del flusso di profughi (stimati oltre le 10.000 unità) tra Irian Jaya e la Papua Nuova Guinea. Ora nei campi profughi della Western Province vivono ancora 7500 rifugiati dell'Irian Jaya, che costituiscono il più grande gruppo di stranieri nel paese.
Successivamente cominciò a profilarsi una nuova fonte di problemi sull'isola di Bougainville, i cui abitanti si ritenevano diversi per razza e cultura dalle popolazioni dell'isola principale. In particolare essi erano esasperati dalle distruzioni ambientali causate dall'enorme miniera di rame di Panguna, di proprietà australiana, e dal fatto che, sebbene i suoi proventi contribuissero per un terzo al bilancio nazionale, l'isola non ne ricevesse alcun beneficio. Nacque così un esercito rivoluzionario denominato Bougainville Revolutionary Army (BRA), che nel 1989 costrinse la miniera a chiudere; questo fatto, unitamente alla richiesta di secessione, innescò un grave scontro militare che determinò una lunga serie di violazioni dei diritti umani.
Dopo enormi spargimenti di sangue (tra cui il noto massacro di San Valentino del 1990, quando le forze di sicurezza della Papua Nuova Guinea sferrarono un attacco con le navi da guerra fornite dall'Australia) vennero tentati i primi colloqui di pace, ma la massiccia offensiva lanciata contro i ribelli nel 1992 dall'allora primo ministro Wingti esacerbò nuovamente la situazione. All'inizio del 1997 i comandanti militari della Papua Nuova Guinea si rifiutarono di collaborare a un'operazione occulta dal costo di 35 milioni di dollari con la quale una truppa di mercenari sudafricani avrebbe dovuto riconquistare l'isola con la forza; i mercenari furono rimandati in patria e il primo ministro Julius Chan dovette dimettersi. Con le elezioni tenutesi nella metà dello stesso anno la carica di primo ministro passò a Bill Skate.
La guerra di Bougainville è terminata ufficialmente nell'aprile del 1998. Nel corso di questo conflitto durato 10 anni, circa 40.000 abitanti dell'isola sono passati alla condizione di profughi e sono morte circa 20.000 persone. Attualmente il cessate il fuoco è monitorato da una forza di pace e si discuterà per stabilire quale forma di indipendenza verrà concessa all'isola. L'ottimismo generato dal cessate il fuoco è ben presto scemato di fronte a uno scandalo per corruzione che ha coinvolto Bill Skate e al catastrofico periodo di siccità (provocato da El Niño) che ha colpito in modo particolarmente grave le province della zona centrale. Si ritiene che 500 persone siano morte di fame e malattie e che altre 650.000 abbiano pesantemente risentito delle conseguenze di questi fenomeni. Come se ciò non bastasse, nel luglio del 1998 tre giganteschi tsunami si sono abbattuti sulla costa nordoccidentale, provocando la morte di almeno 3000 persone e distruggendo completamente i villaggi del litorale.
Nel luglio del 1999 il primo ministro Bill Skate si è dimesso dopo aver provocato un incidente diplomatico, per aver riconosciuto Taiwan quale entità politicamente separata dalla Cina. Dopo i tentativi falliti di riformare un esercito sedizioso fatti dal successore, sir Mekere Morauta, nell'agosto 2002 è stato eletto per la terza volta primo ministro sir Michael Somare. Le elezioni sono state caratterizzate da violenze e da brogli.
A causa della difficile situazione economica lo stato ha abolito l'istruzione gratuita e anche il sistema sanitario è a pagamento. Inoltre, per mancanza di denaro, lo stato non può dislocare poliziotti e soldati su tutto il territorio per contenere l'alto indice di criminalità.

Lonely Planet

Papua Nuova Guinea

Cerca nel web per avere maggiori informazioni circa Papua Nuova Guinea

© 2010 Lonely Planet Publications Pty Ltd. Tutti i diritti riservati.
Yahoo! ed i suoi partners che forniscono i contenuti della sezione “Yahoo! Viaggi” si impegnano a pubblicare su tale sezione informazioni accurate e complete. Resta chiaro che né Yahoo! né i suoi partners sono in alcun modo responsabili di eventuali danni, perdite economiche, o inconvenienti di qualsiasi tipo in cui siano incorsi gli utenti a causa delle informazioni pubblicate nella suddetta sezione. Prima di intraprendere un viaggio, Ti invitiamo dunque a verificare con le competenti autorità locali ogni informazione rilevante (quale, ad esempio, la necessità di un permesso di soggiorno, la presenza di particolari usi o costumi locali, le vaccinazioni necessarie o le particolari regole igieniche preventive, o ancora la presenza di una rete di trasporto sul territorio)
Copyright © 2010 Yahoo! Tutti i diritti riservati.
La tua Privacy - Testo aggiornato - Condizioni per l'utilizzo del servizio - Domande o suggerimenti? - Proprietà Intellettuale