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Storia Recente

Reykjavík ha assistito anche ad una fioritura culturale: oggi ospita un vivace panorama musicale e i suoi abitanti possono soddisfare il loro amore per la musica classica assistendo all'esecuzione di una sinfonia, a un balletto o a una rappresentazione teatrale. Ironia della storia: oggi Reykjavík è conosciuta come la 'città senza fumo', grazie alla diffusa adozione del riscaldamento e dell'energia geotermica.

Storia Moderna

Alla fine della prima guerra mondiale, l'Islanda divenne uno stato indipendente nel Regno di Danimarca, sotto l'egida del nuovo Atto di Unione. Ci vollero altri 26 anni perché l'isola divenisse ufficialmente una repubblica e Reykjavík la capitale ufficiale della nazione.

Nell'ultima metà del XX secolo, Reykjavík ha conosciuto un periodo di prosperità. Negli anni '90 è stata fondata la borsa valori e il territorio della città si è esteso, grazie anche all'afflusso di turisti; lo sviluppo ha portato con sé l'inasprirsi delle ineguaglianze.

Stroria ante 20mo Secolo

Pare che il navigatore greco Pitea abbia avvistato l'Islanda durante un suo epico viaggio: correva l'anno 325 a.C. Il resoconto della sua impresa sembra far riferimento alla mitica isola di Thule, ma Pitea non mise piede sul terreno ghiacciato davanti a sé. I primi uomini a calpestare il suolo islandese furono probabilmente alcuni monaci in cerca di solitudine, che giunsero in questi luoghi ottimi per la meditazione verso l'VIII secolo: la loro contemplazione del divino proseguì indisturbata fino all'arrivo dei norvegesi, 150 anni dopo. Il primo uomo di stirpe norvegese ad arrivare in Islanda fu lo svedese Naddoddur, che approdò sulla costa orientale verso l'850 d.C. e battezzò il luogo Snaeland ('Terra della neve'), in mancanza di altri riferimenti. Di lì a poco arrivò anche Garoar Svavarsson, che si accampò con la sua ciurma sulla costa settentrionale, resistendo un intero inverno. Nell'860 fu la volta di un contadino norvegese, che arrivò sulla costa occidentale, piena di iceberg, e decise di dare all'isola il nome, ancora più appropriato, di Islanda ('Terra del ghiaccio').

Un vichingo norvegese, chiamato Ingolfur Arnarson, fu il primo uomo ad approdare volutamente sull'isola, nell'874, scegliendo l'ubicazione della sua casa secondo un'usanza del tempo, per la quale i coloni di alto lignaggio dovevano, giunti in vista della terra, gettare in mare le colonne del loro trono, simbolo dell'autorità, e parte del patrimonio personale. Gli dèi, voleva la tradizione, avrebbero spinto le colonne sul tratto di litorale più adatto alla creazione di un nuovo insediamento. Ingolfur costruì la sua casa vicino ad una sorgente termale, e chiamò la zona Reykjavik ('Baia di Fumo'). Nel punto in cui egli cominciò a coltivare il fieno sorse in seguito la piazza della città. Arnarson e i suoi discendenti assunsero il controllo di tutta la parte sud-occidentale dell'Islanda, ma presto dal continente arrivarono altri coloni, in cerca di libertà e spazio.

Gli eventi principali della storia successiva includono la decisione dell'Islanda di divenire una nazione cristiana (nell'anno Mille), per la pressione di un re norvegese, le guerre del XIII secolo tra eserciti feudali, periodo descritto nei volumi della Sturlunga Saga, la costruzione di quello che divenne un influente monastero agostiniano vicino a Reykjavik (sull'Isola di Videy, nel 1226) e la conquista da parte della Norvegia nel 1226. La situazione, già poco rosea, peggiorò nel XIV secolo, con tre eruzioni disastrose del vulcano Hekla, nel sud dell'isola, numerose epidemie e, infine, con il passaggio di proprietà, dalla Norvegia alla Danimarca, avvenuto nel 1397, quando i paesi scandinavi si unirono sotto l'Unione di Kalmar. Nel 1550, gli effetti della Riforma portarono all'imposizione del luteranesimo, e nel 1602 il re danese stabilì un blocco commerciale che arrestò la crescita economica dell'isola.

Furono un paio di secoli molto duri, ma le cose iniziarono a cambiare intorno alla metà del Settecento, quando lo sceriffo e imprenditore Skuli Magnusson decise di contrastare il blocco commerciale diffondendo la tessitura della lana, la produzione di corde e la conciatura. La prima strada vera e propria di Reykjavík sorse nel 1752 (Aoalstraeti), quando Magnusson costruì una nuova fabbrica tessile. L'attività di Magnusson permise alla città di essere riconosciuta come centro commerciale dai danesi, nel 1786. Di lì a poco, Reykjavík divenne la nuova sede dell'Alping, l'Assemblea Nazionale, e consolidò la sua tradizione religiosa con la costruzione della cattedrale luterana nel 1796. Nel XIX secolo il nazionalismo islandese si risollevò e ottenne la rimozione delle barriere commerciali, nel 1855, e la promulgazione della costituzione, nel 1874.

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