L'antica Romania fu abitata da trib ù tracie. Nel I secolo a.C. la Grecia vi fond ò lo stato della Dacia per contrastare la minaccia di Roma. La Dacia, poi, si arrese a Roma nel 106 d.C., diventando una provincia dell'Impero romano. Trovandosi a fronteggiare gli attacchi dei goti, nel 271 l'imperatore Aureliano decise di ritirare le legioni romane a sud del Danubio, ma gli abitanti orami romanizzati della Valacchia rimasero in Dacia, formando il popolo rumeno. Intorno al X secolo sorsero alcuni piccoli stati rumeni il cui consolidamento port ò alla formazione dei principati della Moldavia, della Valacchia e della Transilvania. Fin dal X secolo i magiari iniziarono a diffondersi all'interno della Transilvania che intorno al XIII secolo divenne un principato autonomo sotto la corona ungherese. Nel XIV secolo le forze ungheresi provarono, senza riuscirvi, a impadronirsi della Valacchia e della Moldavia.
Nel corso dei secoli XIV e XV la Valacchia e la Moldavia opposero una tenace resistenza nei confronti dell'espansione dell'Impero ottomano. Durante questa guerra, il principe di Valacchia Vlad Tepes (conosciuto come 'l'Impalatore', perch É raramente pranzava senza un turco che si contorceva impalato di fronte a lui) divenne un eroe leggendario; pi ù tardi la sua figura fu associata al personaggio di Dracula. La Transilvania cadde sotto il controllo ottomano nel XVI secolo e, in conseguenza di ci ò, la Valacchia e la Moldavia dovettero pagare un tributo ai turchi per poter conservare la propria autonomia. Nel 1600 i tre stati rumeni si unirono, per un breve periodo, sotto Michele il Bravo, principe di Valacchia, che aveva congiunto le proprie forze con quelle dei potenti principi della Moldavia e della Transilvania per combattere i turchi. L'unit à dur ò per ò solamente un anno; il principe venne infatti sconfitto dall'azione congiunta di un esercito asburgo-transilvanico, quindi catturato e decapitato. La Transilvania cadde allora sotto il dominio asburgico, mentre la sovranit à turca continu ò incontrastata in Valacchia e Moldavia fino al XIX secolo inoltrato. Nel 1775 la parte settentrionale della Moldavia, la Bucovina, venne annessa dall'Austria-Ungheria. A ci ò segu ì la perdita, nel 1812, del territorio orientale, la Bessarabia, a favore della Russia. Dopo la guerra russo-turca del 1828-29, il dominio ottomano sui principati termin ò definitivamente.
Dopo il 1848 la Transilvania pass ò sotto il diretto governo dell'Impero austro-ungarico, e Budapest la sottopose a una spietata ungarizzazione. Nel 1859 Alexandru Ioan Cuza fu eletto principe della Moldavia e della Valacchia, creando uno stato nazionale che nel 1862 prese il nome di Romania. Carlo I gli succedette nel 1866 e nel 1877 la Dobrugia divenne parte del nuovo stato. Nel 1881 la Romania assunse la dignit à di regno, con Carlo I come re. Quando mor ì, agli inizi della prima guerra mondiale, gli successe il nipote Ferdinando I che, nel 1916, entr ò in guerra a fianco della Triplice Intesa. Il suo obiettivo era liberare la Transilvania dalla dominazione austro-ungarica. Nel 1918 la Bessarabia, la Bucovina e la Transilvania entrarono a far parte della Romania.
Dopo la prima guerra mondiale emersero in Romania numerosi partiti politici, tra i quali la Legione dell'Arcangelo Michele, meglio nota come la Guardia di Ferro, di ispirazione fascista. Guidato da Corneliu Codreanu, questo partito domin ò la scena politica dal 1935. Carlo II, che successe al padre Ferdinando I sul trono della Romania, impose nel 1938 una dittatura reale e sciolse tutti i partiti politici. Nel 1939 mise alle strette la Guardia di Ferro (che precedentemente aveva attivamente sostenuto) e Codreanu e altri legionari vennero assassinati. Nel 1940 la Russia occup ò la Bessarabia, e la Romania venne costretta da Germania e Italia a cedere la parte settentrionale della Transilvania all'Ungheria. La Dobrugia meridionale venne poi ceduta alla Bulgaria. Queste cessioni suscitarono una protesta generale, e il re chiam ò in aiuto il Generale Ion Antonescu per placare questa crescente isteria di massa. Antonescu costrinse il re ad abdicare in favore del figlio diciannovenne, Michele, e quindi impose una dittatura fascista con egli stesso come conducador (duce). Nel 1941 si un ì alla guerra antisovietica di Hitler. Nel 1944, con l'Unione Sovietica sempre pi ù vicina alle sue frontiere, la Romania cambi ò schieramento all'ultimo momento.
Il ritorno della Transilvania alla Romania, architettato dall'Unione Sovietica, aiut ò i comunisti, sostenuti da Mosca, a vincere le elezioni del 1946. Un anno pi ù tardi re Michele fu costretto ad abdicare e venne proclamata la Repubblica Popolare Rumena. Segu ì un periodo di terrore, durante il quale tutti i leader ante guerra, gli intellettuali di spicco e i sospetti dissidenti vennero imprigionati in duri campi di lavoro. Sul finire degli ultimi anni '50 la Romania inizi ò a prendere le distanze da Mosca e a portare avanti una politica estera indipendente, sotto la guida di Gheorghiu-Dej (1952-65) prima e di Nicolae Ceausescu (1965-1989) poi. Ceausescu condann ò l'intervento sovietico del 1968 in Cecoslovacchia, guadagnandosi le lodi e gli aiuti economici dell'occidente. Se in politica estera si dimostr ò molto abile, in politica interna fu assolutamente incapace e megalomane. Quasi tutti i suoi grandiosi progetti (la costruzione del canale Danubio-Mar Nero, l'immensa Casa del Popolo a Bucarest) si dimostrarono un fallimento clamoroso. La Securitate (la sua polizia segreta) pose sotto controllo la popolazione, reclutando una vasta rete di informatori.
L'avvento di Mikhail Gorbaciov, nel 1985, port ò gli Stati Uniti a non aver pi ù bisogno della Romania e a privarla dello status di 'nazione privilegiata'. Per far fronte al crescente debito estero del paese, Ceausescu decise di esportare prodotti alimentari. Mentre Ceausescu e sua moglie Elena (suo primo ministro delegato) vivevano nel lusso, il popolo lottava per sopravvivere; pane, uova, farina, olio, sale, zucchero, carne e patate vennero infatti razionati; verso la met à degli anni '80 la carne era un bene introvabile. Nel 1987 vennero soffocate a Brasov alcune manifestazioni di protesta. Il 15 dicembre del 1989, mentre i regimi comunisti uno dopo l'altro collassavano nell'Europa dell'est, Padre Laszlo Tokes parl ò contro Ceausescu dalla sua chiesa di Timisoara. Quella sera una gran folla si radun ò fuori della sua abitazione per protestare contro la decisione della Chiesa Riformata di Romania di rimuovere il sacerdote dal suo incarico. Gli scontri tra i dimostranti e la Securitate proseguirono per i successivi quattro giorni. Il 19 dicembre l'esercito ader ì alla protesta. Il 21 dicembre gli operai di Bucarest fischiarono Ceausescu durante un raduno di massa; iniziarono cos ì gli scontri per le strade della capitale tra le truppe armate, la Securitate e la popolazione. Il giorno seguente i coniugi Ceausescu cercarono di fuggire dalla Romania, ma vennero arrestati, giudicati da una corte improvvisata e giustiziati da un plotone di esecuzione il giorno di Natale.
Si pensa che i membri del Fronte per la Salvezza Nazionale, che prese il controllo della Romania dopo la morte di Ceausescu, avessero cospirato mesi per rovesciarlo, ossia ben prima che le dimostrazioni del dicembre 1989 li forzassero ad agire pi ù in fretta. Nel 1990 venne eletto un governo di garanzia, guidato da Ion Iliescu. Le manifestazioni studentesche di protesta contro i suoi dirigenti ex-comunisti vennero soffocate quando 20.000 minatori del carbone, provenienti dalla Valle di Jiu, vennero portati a Bucarest per inscenare una contro manifestazione. I minatori vennero portati a Bucarest ancora un anno dopo per forzare le dimissioni del primo ministro riformista Petre Roman. Iliescu e il Fronte per la Salvezza Nazionale vennero rieletti nel 1992 ma la incontrollata inflazione, la disoccupazione, le prove della corruzione del governo fecero s ì che nel 1996 Iliescu perdesse le elezioni a favore di Emil Constantinescu, capo della riformista Convenzione Democratica della Romania.
Il ballottaggio per le elezioni presidenziali rumene del dicembre 2000 ha portato alla reintegrazione di Iliescu alla presidenza. I rumeni hanno evidentemente considerato quest'ultimo il male minore, essendo il rivale di Iliescu Corneliu Vadim Tudor, esponente del partito della destra nazionalista.
Continuano le discriminazioni nei confronti dei magiari e dei gitani, alimentata dai partiti ultra-nazionalisti. L'inefficienza del governo ha provocato un clima di disaffezione e si teme che le contestazioni degli operai e dei minatori, sostenuti dagli studenti, si ripetano con i picchi gi à raggiunti nel 1997 e nel 1999.
All'apertura del vertice della NATO a Praga, il 21 novembre 2002, i leader dei diciannove paesi membri hanno formalmente invitato a entrare, entro il 2004, nell'Alleanza Atlantica sette paesi che in passato appartennero alla cosiddetta 'cortina di ferro': Bulgaria, Estonia, Lettonia, Lituania, Repubblica slovacca, Romania, Slovenia.
Con la firma della «Carta di partenariato dell'Adriatico », siglata dal segretario di stato americano Colin Powell a Tirana il 2 maggio 2003, si è concluso il negoziato tra Washington e le tre nazioni balcaniche rimaste escluse dall 'allargamento della NATO, definito a Praga. La «Carta » accompagner à Albania, Macedonia e Croazia verso l 'ammissione a pieno titolo nell'Alleanza Atlantica. Mancano ancora all 'appello Serbia, Bosnia e Montenegro ma gli USA hanno gi à espresso la loro disponibilit à ad accoglierli nel partenariato. Attualmente sono proprio i paesi dell 'Est quelli pi ù solidali nell 'appoggiare gli Stati Uniti nella lotta al terrorismo globale. Dopo la Romania, infatti, l 'Albania ha sottoscritto un 'intesa bilaterale che esenta il personale militare americano dalla nuova Corte Penale Internazionale.
Nel gennaio 2005, si sono tenute in Romania le elezioni parlamentari e presidenziali. I sondaggi davano per favorito Adrian Nastase, ma il ballottaggio del 12 dicembre ha assegnato la vittoria a Traian Basescu, gi à sindaco di Bucarest. La coalizione di governo è guidata da Calin Tariceanu, che ha annunciato come obiettivi principali del suo governo la riduzione della corruzione e la conclusione dell 'iter legislativo necessario a condurre la Romania all'ingresso nell'Unione Europea. Il processo di integrazione nell'UE si è concluso positivamente e l'ingresso della Romania nell'Unione è avvenuto come previsto il 1 ° gennaio 2007.
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