Saint Martin, come le altre isole dei Caraibi, era abitata da amerindi emigrati qui dalla terraferma americana. Per i suoi primi abitanti l 'isola si chiamava 'Soualiga' (Terra di Sale) in onore delle sue numerose saline, e il primo europeo ad approdarvi fu Cristoforo Colombo. Il famoso esploratore raggiunse le isole settentrionali dei Caraibi nel 1492, mentre stava cercando un passaggio a ovest attraverso il quale arrivare in Asia; l 'anno seguente Colombo arriv ò nei Caraibi orientali avvistando per prima Dominica, il 3 novembre, e 'scoprendo ' otto giorni dopo Saint Martin che dedic ò al vescovo san Martino di Tours. Il nome scelto da Colombo è stato conservato da entrambe le comunit à, nonostante le loro diverse vicende storiche.
Attualmente non tutti gli studiosi sono concordi sul fatto che Colombo fosse giunto effettivamente a Saint Martin anzich É a Nevis, situata pi ù a sud, ma, a prescindere dall 'identit à del luogo scoperto, occorsero ben 138 anni prima che venisse colonizzato. Seguendo l 'esempio degli inglesi, che avevano stabilito una roccaforte a St Kitts nel 1623, anche francesi e olandesi reclamarono dei territori nei Caraibi orientali insediandosi a Saint Martin nel 1631. Le due potenze furono poi scacciate senza tanti complimenti due anni dopo dagli spagnoli, che erano stati i primi a reclamare l 'isola, pur non avendola mai colonizzata. Gli spagnoli costruirono un forte e sconfissero nel 1644 gli olandesi che tentavano di impossessarsi dell 'isola: nella battaglia il famoso colonizzatore olandese Peter Stuyvesant (la cui fama è legata a New York) perse una gamba. Quattro anni dopo gli spagnoli riconsidereranno la loro situazione nei Caraibi e abbandoneranno spontaneamente Saint Martin.
Francesi e olandesi si interessarono subito a Saint Martin e, nonostante nel 1648 avessero stipulato un accordo per dividersi l 'isola, in realt à se la contesero fino al 1817, quando vennero finalmente stabiliti i confini attuali. Gli anni precedenti avevano visto le due potenze alternarsi varie volte al comando dell 'isola, con 16 anni (non consecutivi) di governo inglese.
In questo periodo a Saint Martin, come nelle altre isole della regione, fu avviata la redditizia economia delle piantagioni – contribuendo a una delle peggiori ingiustizie sociali della storia – che utilizzava gli schiavi importati dall 'Africa. Le foreste dell 'isola furono distrutte per far posto alle piantagioni di tabacco, indaco, cotone, cacao, caff è, ma soprattutto della canna da zucchero. Nei primi anni del XIX secolo, per ò, la coltivazione dello zucchero divenne sempre meno importante. I mercanti, infatti, risentirono delle continue scaramucce tra inglesi e francesi che bloccavano la rotta delle loro navi e cominciarono a sostituire la canna da zucchero caraibica con la barbabietola coltivata in Europa. L 'abolizione della schiavit ù a St Martin nel 1848 (41 anni dopo che gli inglesi avevano abolito la tratta degli schiavi) decret ò la fine delle piantagioni dell 'isola e, insieme a numerose isole dei Caraibi orientali, anche Saint Martin scivol ò lentamente verso un 'economia di sussistenza.
Il pacifico governo di quest 'isola suddivisa tra due nazioni continu ò fino alla seconda guerra mondiale, quando i francesi per primi (dopo che l 'Olanda era caduta in mano ai nazisti) e poi gli Alleati (dopo la resa della Francia) ne assunsero il 'controllo ' per proteggerla. Un grosso aiuto per l 'economia locale fu la costruzione, da parte degli americani, di una pista di atterraggio per velivoli militari, l 'attuale aeroporto Juliana nell 'olandese Sint Maarten (1943). Dopo la fine della guerra, l 'aeroporto, che è tuttora il pi ù grande della zona, facilit ò lo sviluppo dell 'isola come nodo di trasporti della regione e avvi ò l 'industria turistica, che oggi è la principale risorsa economica di Saint Martin.
Sulla storia recente di Saint Martin incombono gli uragani e i disastri da essi provocati. Nel 1995 l 'uragano Luis devast ò l 'isola, uccidendo sei persone e provocando danni per un milione di dollari, e anche l 'uragano Lenny del 1999 ha lasciato dietro di s É vari disastri. L 'industria turistica locale ha molto risentito di questi fenomeni, perch É diversi alberghi sono stati chiusi e il personale è rimasto senza lavoro – la situazione è meno grave a Saint Martin che nella sua vicina olandese, Sint Maarten. Anche se ha impiegato un po ' a riprendersi, oggi Saint Martin è di nuovo impegnata a pieno ritmo con i turisti.
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