Storia Recente
Negli anni ‘90, la zona della baia ha goduto di un altro periodo di rinnovamento urbano, con un boom dell'edilizia che ha contribuito ad abbellire i dintorni e gli edifici storici della regione, facendo lievitare ancora di più il costo delle abitazioni. Il boom dei "nuovi media", lanciato dalla Silicon Valley ma anche da San Francisco per quanto riguarda il risvolto "artistico", ha attirato nella "Città della Baia" molti imprenditori del settore tecnologico. Il boom di Internet era tuttavia destinato ad affievolirsi e, poco dopo l'inizio del nuovo millennio, per il settore è iniziato un lento declino, anche se tutto ciò ha portato a un giro d'affari nell'ordine di miliardi di dollari. In ogni caso, San Francisco è sempre stata dinamica e vitale, a dispetto dell'alternanza di grandi movimenti culturali, boom economici e recessioni. Il primo lustro del nuovo secolo ha confermato la tendenza: San Francisco procede a vele spiegate sospinta dai venti del cambiamento.
Storia Moderna
A San Francisco c'erano già stati altri forti terremoti nel 1812 e nel 1865, ma è stato stimato che il Big One del 18 aprile 1906 abbia raggiunto un'intensità pari a circa 8,3 gradi della scala Richter (che al tempo non era ancora stata inventata), una magnitudo mai più eguagliata nella storia della California fino a oggi. Non fu il terremoto vero e proprio a devastare San Francisco, quanto gli incendi, innescati dal crollo dei camini e alimentati dalle rotture dei condotti del gas, che divamparono in tutta la città. Quando gli incendi si esaurirono, metà della città era stata distrutta. Il terremoto fu seguito da un decennio di frenetica ricostruzione e nel 1915 l'Esposizione Internazionale di Panama e del Pacifico ritrovò la città più grande e più splendente che mai.
La Grande Depressione mise in ginocchio anche San Francisco, nonostante i progetti che prevedevano enormi opere pubbliche. Due delle più imponenti, il Bay Bridge del 1936 e il Golden Gate Bridge del 1937, sono ancora oggi due grandiosi simboli della regione. Durante la seconda Guerra Mondiale, la zona della baia diventò una delle principali basi per le operazioni militari nel Pacifico e lungo di essa sorsero enormi cantieri navali.
A metà degli anni ‘50, la città attirò nuovamente l'attenzione nazionale in quanto diede vita a nuovi fermenti. Con l'arrivo di Jack Kerouac e Allen Ginsberg, matricole della Columbia University, e Gregory Corso, diciassettenne appena uscito dal carcere, fuggiti dall'indifferenza di New York per unirsi al movimento dei poeti di San Francisco, fondato dal poeta e critico letterario Kenneth Rexroth, la Beat Generation si fece sentire. Kerouac divenne l'autore di punta del movimento e Ginsberg il poeta, mentre il cool jazz divenne il suono di North Beach, crocevia del nuovo spirito bohèmien.
Negli anni ‘60 arrivarono gli hippy e il quartiere di Haight-Ashbury diventò il nuovo fulcro della città. Gruppi musicali locali, come i Grateful Dead e i Jefferson Airplane, fornirono la colonna sonora al movimento e, nel 1967, 20.000 persone si riunirono al Golden Gate Park per un concerto gratuito, in quella che tutti ricordano come "l'estate dell'amore". Mentre gli hippy di Haight prendevano acidi e si adornavano i capelli con i fiori, i rivoluzionari di Berkeley infiammavano le sommosse studentesche di tutto il mondo scontrandosi con i poliziotti e con l'amministrazione universitaria in difesa dei diritti civili. La vicina Oakland fu teatro di una rivoluzione ancora più radicale quando Eldridge Cleaver, Huey Newton e Bobby Seale fondarono le Pantere Nere, il gruppo militante più attivo del movimento per il potere ai neri.
Gli anni ‘70 furono caratterizzati dalla rivoluzione omosessuale dei gay di San Francisco che decisero di uscire allo scoperto reclamando i propri diritti. Nel 1977, con l'elezione dell'attivista gay Harvey Milk alla Camera dei Rappresentanti di San Francisco, il movimento per i diritti degli omosessuali raccolse ulteriori consensi, ma l'euforia fu di breve durata. L'anno seguente Milk e il sindaco George Moscone vennero assassinati da Dan White, un ex agente di polizia e consigliere comunale dichiaratamente anti-gay. Le loro morti e la comparsa dei primi casi di AIDS, che a quei tempi era considerato "il cancro dei gay", furono l'inizio della fine. Oggi le bandiere con l'arcobaleno e con il triangolo rosa sono comuni come 20 anni fa, ma l'esuberanza degli anni ‘70 riemerge soprattutto alle fiere di Castro e di Folsom St e alla parata annuale del Gay & Lesbian Freedom Day.
Il secondo "Big One", il terremoto di Loma Prieta, scosse San Francisco nel 1989, raggiungendo un'intensità di 7,1 gradi della scala Richter. In tutto morirono sessantasette persone, ma le perdite sarebbero state molto più gravi se non fosse stato per una partita di baseball. Quell'anno la coppa della World Series di baseball era contesa dai San Francisco Giants e dagli Oakland A's. Quando il terremoto colpì, la partita al Candlestick Park di San Francisco stava per iniziare e buona parte della popolazione della zona della baia era a casa davanti alla televisione e non per le strade, solitamente bloccate dal traffico dell'ora di punta.
Stroria ante 20mo Secolo
Nel 1970, periodo in cui era in costruzione la stazione BART nel centro civico, gli operai disseppellirono il femore di una giovane donna, risalente pressappoco al 3000 a.C. Si tratta del ritrovamento più antico che prova la presenza di insediamenti preistorici nella zona di San Francisco, sebbene i tumuli di conchiglie lasciati dalle popolazioni che si cibavano di cozze e altri frutti di mare indicano che l'area era popolata già da molto tempo addietro. Già nel 1000 a.C. l'ultimo gruppo di nativi americani a insediarsi nella zona, gli Ohlone, aveva costruito villaggi temporanei nelle paludi presso le coste della baia e lungo i corsi d'acqua verso l'interno. Mantennero questo stile di vita fino a quando la California cadde sotto la dominazione spagnola.
Stranamente, i primi esploratori europei a giungere nella zona della Baia di San Francisco non scoprirono l'intera insenatura. Nel 1579, sir Francis Drake approdò a Point Reyes, circa 60 km a nord di San Francisco, rivendicando il territorio a nome della regina Elisabetta, e da lì continuò a navigare verso sud passando oltre il Golden Gate. Non molto tempo dopo, gli esploratori spagnoli ribattezzarono la baia di Point Reyes (oggi conosciuta con il nome di Drakes Bay) "La Bahia de San Francisco", ma poco dopo essere ripartiti fecero naufragio a Point Reyes e dovettero ritirarsi a sud, nella più sicura Acapulco, con un'imbarcazione di fortuna ricavata dal relitto. Entrambe le spedizioni non notarono la Baia di San Francisco. La scoperta della baia, ad opera di un europeo, avvenne solo 200 anni più tardi.
Nel 1775, Juan Manuel de Ayala fu il primo europeo a varcare il Golden Gate. Nel 1776 il suo esempio fu seguito dal capitano Juan Bautista de Anza, che costruì un presidio (forte) sopra il Golden Gate e Mission Dolores, nel cuore di quello che oggi è il distretto di Mission. Tra i due sorse un piccolo villaggio che venne soprannominato "Yerba Buena", culla della moderna San Francisco. Yerba Buena venne ribattezzata San Francisco nel 1847, poco prima di una scoperta sensazionale: nelle montagne della Sierra Nevada, a est, venne trovato l'oro. La notizia si diffuse rapidamente e i cercatori d'oro cominciarono ad accorrere in massa nella regione; nel 1849, oltre 100.000 avventurieri, denominati in seguito "quelli del ‘49", intrapresero il lungo viaggio via terra o il pericoloso viaggio via mare per raggiungere San Francisco. La popolazione della città crebbe a dismisura, passando da 500 a 25.000 abitanti nel giro di un anno. Nel 1850 la California diventò il trentunesimo stato dell'unione e nel 1854 la città della corsa all'oro, in piena espansione, contava già più di 500 saloon e 20 teatri per intrattenere i minatori che spendevano senza remore. Dai giorni della corsa all'oro, San Francisco divenne sempre più una città senza freni né leggi, tanto che nella seconda metà del 1800 la sua dissolutezza le valse il soprannome di "Barbary Coast" per la triste somiglianza con la costa del Nord Africa, afflitta dai pirati.
La corsa all'oro segnò il passo nel 1859 allorché ebbe inizio una seconda corsa, questa volta alle ancor più ricche risorse di argento di Comstock Lode, nei pressi di Reno, nel Nevada. Verso la fine del 1870, le corse all'oro e all'argento cessarono; ciononostante, la città continuò a crescere e all'inizio del secolo contava quasi 350.000 abitanti. La guerra ispano-americana del 1898 e, nel 1896, la febbre dell'oro nel Klondike, nello Yukon canadese, confermarono l'importanza di San Francisco come porto, mentre l'apertura di numerose banche ne attestò l'importanza come centro finanziario.
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