Storia

La Sardegna è cosparsa da circa 7000 nuraghi, le megalitiche fortezze in pietra a forma di torre tronco-conica che costituiscono gli unici resti dei primi abitanti dell ’isola, allevatori di pecore che vivevano in comunità separate guidate da re-guerrieri e la cui cultura si sviluppò a partire dal 1800 a.C. circa.
Intorno all'anno 1000 a.C. approdarono in Sardegna i Fenici che fondarono lungo le coste numerose colonie (scali dei loro traffici mercantili con la penisola iberica), le quali divennero poi sede di commercio con le popolazioni locali distribuite nell'interno. L'isola prosperò fino alla metà del VI sec. a.C., quando arrivarono i Punici, e la Sardegna venne inserita nella vita politica cartaginese. Nel 238 a.C. l'isola fu conquistata dai Romani che la governarono sino alla caduta dell'impero; quindi il territorio fu oggetto di contesa fra Vandali e Bizantini: questi ultimi trionfarono e mantennero il possesso dell'isola fino al IX sec., quando, abbandonandola, la lasciarono finalmente alla sua autonomia. La Sardegna infatti, con i giudicati, instaurò un governo indipendente che crollò solo quando Pisa la invase nel XIV sec. Seguirono gli Aragonesi, poi gli Spagnoli, gli Austriaci dal 1713, e infine nel 1861 la Sardegna entrò a far parte del Regno d'Italia. La regione Sardegna divenne semi-autonoma nel 1948.
Malgrado il lungo e ininterrotto susseguirsi di invasori e colonizzatori, l ’impressione in realtà è che i Sardi non furono mai veramente conquistati, perchÉ spesso si ritirarono nelle zone montuose. I Romani furono indotti a chiamare le montagne centro-orientali con il termine di Barbagia, dalla parola latina usata per indicare i Barbari, a causa dello stile di vita estremo dei pastori-guerrieri, che non abbandonarono mai i loro costumi nuragici. Ancora oggi, i Sardi dell ’interno parlano un antica lingua dalle radici latine e mantengono con orgoglio le loro abitudini tradizionali. Inoltre, molti pastori dell ’isola trascorrono ancora parte del loro tempo nelle tradizionali pinnette: ripari conici con uno zoccolo in pietra e un'impalcatura di tronchi di legno che sostengono le frasche di cui sono ricoperte. Alcuni di questi ripari tradizionali vengono usati dagli escursionisti come rifugi notturni.

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Sardegna

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