Storia

Secondo la tradizione locale, il capostipite del popolo coreano nacque nel 2332 a.C.; tuttavia, le ricerche più recenti ritengono che i primi insediamenti in Corea si siano sviluppati intorno al 30.000 a.C., quando le tribù dell'Asia centrale e settentrionale arrivarono nella penisola. Sotto la costante pressione della Cina, questi gruppi, nel primo secolo d.C., si unirono a formare un regno. Verso il 700 il regno coreano di Silla cominciava a far sentire la propria influenza dal punto di vista culturale, riempiendo il paese di palazzi, pagode e giardini e influenzando persino lo sviluppo della cultura giapponese. Tuttavia, all'inizio del XIII secolo, i mongoli raggiunsero la Corea e, come al loro solito, fecero terra bruciata. Dopo la caduta dell'impero mongolo la dinastia Choson salì al potere e si sviluppò la scrittura coreana.
Nel 1592 i giapponesi invasero la Corea, seguiti dai cinesi; i coreani furono sbaragliati e la dinastia cinese Manchu conquistò il potere. A quel punto la Corea chiuse le porte a qualsiasi tipo di influenza esterna, e tale situazione si protrasse fino all'inizio del XX secolo, quando il Giappone integrò la penisola al proprio territorio. Poiché i giapponesi, che resistettero in Corea fino alla fine della seconda guerra mondiale, erano governanti molto duri, prese piede un sentimento anti-giapponese che è tuttora molto diffuso nel paese.
Dopo la guerra gli Stati Uniti occuparono la parte meridionale della penisola, mentre all'Unione Sovietica toccò quella settentrionale. Le elezioni per decidere il destino del paese si tennero soltanto nella parte meridionale e, quando quest'ultima dichiarò la propria indipendenza, il Nord del paese la invase. La guerra si concluse nel 1953, con due milioni di morti e un paese ufficialmente diviso.
Nel Sud, dopo qualche anno di governo 'semi-democratico' nel 1972 fu dichiarata la legge marziale. I quindici anni successivi videro il paese precipitare in una vera e propria dittatura, che raggiunse il culmine di atrocità nel 1980, quando nel massacro di Kwangju vennero uccisi 200 studenti che protestavano contro il regime. Alla fine degli anni '80 il paese versava in una situazione davvero critica: le proteste studentesche dilagavano ovunque e i lavoratori di tutta la nazione lasciavano il proprio lavoro per unirsi alla lotta. Tra le altre cose i coreani chiedevano elezioni democratiche, libertà di stampa e il rilascio dei prigionieri politici. Il governo non cedeva ma, quando sembrava ormai imminente una guerra civile, inaspettatamente, il presidente Chun decise di accettare tutte le richieste della popolazione.
Nel 1988 (anno in cui Seul ospitò le Olimpiadi) si tennero le elezioni e Roh Tae-woo, un'altra figura appartenente al panorama militare, fu eletto presidente del paese. Le proteste studentesche continuarono ma, contrariamente alle aspettative, Roh liberalizzò, in un certo senso, il sistema politico del paese, ristabilendo le relazioni internazionali con la Cina e l'Unione Sovietica. Nel 1992 Roh venne sostituito da Kim Young-sam, esponente del partito liberal-democratico. Kim combatté aspramente la corruzione: durante il suo mandato diversi politici coreani furono puniti per abuso di potere. Gli ex-presidenti Chun e Roh pagarono le loro colpe legate al massacro di Kwangju: Roh fu condannato a 22 anni di detenzione e Chun alla pena di morte, ma entrambi hanno ottenuto la grazia dallo stesso Kim, nel 1997.
Il 1997 fu un anno molto difficile per l'economia del paese: il valore della valuta locale, il won, precipitò e la percentuale di turisti diminuì notevolmente. Nel febbraio 1998 l'ex dissidente Kim Dae-jung divenne presidente del paese: era la prima volta in cinquant’anni di indipendenza del paese che il capo del governo non facesse parte del partito conservatore. Kim promise di introdurre riforme economiche e democratiche e di migliorare i rapporti con la Corea del Nord. A metà del 1998 l'economia del paese versava in condizioni pessime, le peggiori degli ultimi venti anni. L'aumento vertiginoso della disoccupazione e il gran numero di ditte in fallimento portarono a una profonda crisi del lavoro.
Tenendo fede alla promessa di riallacciare le relazioni con la Corea del Nord, nel giugno 2000 Kim ha effettuato una visita storica per stringere la mano al solitario leader nordcoreano Kim Jong II. Come segno di fiducia Kim ha anche accettato che fosse il governo della Corea del Nord a occuparsi dell'organizzazione del sistema di sicurezza in occasione della visita.
Il 29 giugno 2002, alcune navi della Corea del Nord sono entrate nelle acque della Corea del Sud e hanno aperto il fuoco. A causa della diversa interpretazione del confine marino che divide i due paesi, nel giugno del 1999 per più volte unità nordcoreane avevano già oltrepassato le acque territoriali della Corea del Sud, provocando il primo scontro navale fra i due paesi, dopo la fine della guerra del 1950-53.
Nei mesi successivi i due paesi hanno ripreso a parlarsi. La Corea del Sud ha proposto l'apertura di un dialogo militare intercoreano, allo scopo di impedire il ripetersi dello scontro navale del 29 giugno nel Mar Giallo, nel quale perirono cinque marinai sudcoreani e, pare, tredici nordcoreani.
Sono in corso colloqui ufficiali tra le due Coree per giungere alla soluzione della crisi nucleare, innescata dopo che il regime di Pyongyang, a metà ottobre, aveva ammesso di perseguire lo sviluppo del proprio arsenale atomico.
Il 25 febbraio 2003, durante la cerimonia d’insediamento del nuovo presidente Roh Moon-hyun, un missile nordcoreano è stato lanciato nel Mar del Giappone. Tre giorni dopo la Corea del Nord ha riattivato la centrale nucleare di Yongbyon e, a breve, potrebbe essere in grado di produrre plutonio per testate atomiche. La Corea del Sud ha espresso "profonda preoccupazione e biasimo", intimando al bellicoso vicino di desistere da simili programmi.
Il 15 settembre è avvenuto, per la prima volta dopo cinquant'anni, un volo commerciale tra le due Coree, sorvolando il mar Giallo senza interessare l'area militarizzata di confine. Fino al 25 dicembre i sudcoreani hanno potuto visitare il nord mentre un'analoga possibilità è stata negata ai nordcoreani.
Nel marzo 2004 è stato destituito il presidente Roh Moon-hyun, accusato dai partiti dell'opposizione di violazione delle leggi elettorali, incompetenza, corruzione. Il primo ministro Goh Kun ha assunto la carica di capo di stato provvisorio fino al 14 maggio, quando la Corte suprema ha bocciato la mozione reinsediando il presidente. Dopo le conseguenti dimissioni di Goh Kun, Roh Moon-hyun sta modificando la coalizione di governo introducendovi alcuni parlamentari del partito riformista e progressista Uri, a lui vicino, che con 152 seggi su 300 ha ottenuto la maggioranza assoluta nelle elezioni politiche del 15 aprile.

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