Guida San Pietroburgo

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Storia Recente

Fortunatamente, il nuovo millennio si sta lasciando alle spalle questo genere di problemi. L'elezione a presidente di Vladimir Putin nel marzo del 2000 ha dato nuovo lustro al profilo della città (Putin ha vissuto per moltissimi anni a San Pietroburgo e vi è molto affezionato), e in questi anni si stanno portando avanti importanti lavori di restauro sia delle infrastrutture urbane che dei meravigliosi palazzi della città. Per le celebrazioni dei suoi trecento anni di vita, nel 2003, San Pietroburgo era in forma smagliante, e oggi il principale porto della Russia si presenta come un luogo affascinante, cosmopolita e raffinato.

Storia Moderna

San Pietroburgo assistette quindi allo scoppio di scioperi ed episodi di violenza politica, e la città fu il fulcro della rivoluzione del 1905, innescata dalla 'domenica di sangue' del 9 gennaio, quando i soldati spararono su una folla di dimostranti che marciavano verso il Palazzo d'Inverno per presentare le proprie richieste allo zar. Nel 1914, a seguito di un'ondata di patriottismo scatenata dallo scoppio della prima guerra mondiale, la città fu ribattezzata Pietrogrado, nome più consono alla tradizione russa. La sua popolazione nel frattempo ammontava a due milioni di abitanti.

Anche la rivoluzione del 1917 ebbe origine a Pietrogrado. Fu qui infatti che le proteste degli operai sfociarono in uno sciopero generale, in un ammutinamento dei soldati e nella fine della monarchia, che cadde nel mese di marzo. Il soviet di Pietrogrado, l'autorità socialista a cui facevano riferimento i lavoratori e i soldati per presentare le loro richieste, iniziò a riunirsi nel Palazzo di Tauride insieme al governo provvisorio, incaricato di riformare il paese. Ad aprile Lenin giunse a Pietrogrado per organizzare il Partito boscevico. La rivoluzione vera e propria scoppiò dopo che i bolscevichi occuparono le posizioni chiave di Pietrogrado il 24 ottobre. Il nuovo governo venne trasferito a Mosca nel marzo del 1918, nel timore di un attacco tedesco contro Pietrogrado.

Dopo la morte di Lenin nel 1924 la città assunse il nome di Leningrado. Fulcro del programma di industrializzazione avviato da Stalin negli anni '30, nel 1939 la città contava tre milioni di abitanti e concentrava l'11% della produzione industriale sovietica. Temendo una possibile rivalità da parte delle autorità locali, nel 1934 Stalin fece assassinare il leader comunista della città, Sergey Kirov, dando così inizio alle purghe del partito comunista degli anni '30.

Quando i tedeschi attaccarono l'Unione Sovietica nel giugno del 1941, impiegarono soltanto due mesi e mezzo per raggiungere Leningrado. Hitler giurò di cancellare dalla faccia della terra la città che aveva dato i natali al bolscevismo e le sue truppe la tennero sotto assedio dal settembre del 1941 fino alla fine di gennaio del 1944. Molti dei suoi abitanti avevano lasciato la città, ma nonostante questo furono tra 500.000 e un milione le persone che persero la vita a causa dei bombardamenti, della fame e delle malattie. Per fare un confronto, i caduti statunitensi e inglesi nel corso di tutta la seconda guerra mondiale furono complessivamente circa 700.000.

Dopo la guerra, Leningrado fu ricostruita e tornò a nuova vita, ma si dovette aspettare fino al 1960 perché la popolazione raggiungesse livelli superiori a quelli precedenti al conflitto. Nel 1991 venne ufficialmente dichiarata la fine dell'Unione Sovietica e gli abitanti di Leningrado, chiamati a votare, decisero di ridare alla città il nome di San Pietroburgo. Gli investimenti stranieri diedero un forte incremento all'economia della città e, per quanto l'espressione possa suonare banale, San Pietroburgo si affermò nuovamente come la finestra della Russia sull'Occidente. Ma non era tutto oro quel che luccicava: anche se la gente era più libera e i negozi traboccavano di prodotti, molti abitanti di San Pietroburgo non avevano il denaro per godere di questa nuova ricchezza e il livello di criminalità urbana salì in modo vertiginoso.

Stroria ante 20mo Secolo

Nel 1240 Alessandro di Novgorod sconfisse gli svedesi presso la foce della Neva, guadagnandosi il titolo di Nevsky (della Neva), ma nel XVII secolo gli svedesi riassunsero il controllo della regione. Fu grazie al desiderio dello zar Pietro il Grande di sgominare questi nemici e di fare della Russia una grande potenza europea che nacque San Pietroburgo. All'inizio della Grande Guerra del Nord (1700-21) lo zar conquistò gli avamposti svedesi sulla Neva, e nel 1703 fece erigere la Fortezza di Pietro e Paolo sul fiume a pochi chilometri dal mare. Dopo che Pietro ebbe sbaragliato l'esercito svedese a Poltava nel 1709, la città che egli aveva battezzato (all'olandese) Sankt Pieter Burkh, iniziò davvero a crescere. Furono scavati dei canali per bonificare la paludosa sponda meridionale e nel 1712 Pietro scelse la città come sua capitale, costringendo amministratori, nobili e mercanti a trasferirsi qui e a costruire nuove case. Per eseguire i lavori furono fatti arrivare molti contadini, molti dei quali morirono per le malattie e la fatica. Da tutta Europa giunsero architetti e artigiani. Alla morte di Pietro il Grande nel 1725, la sua città annoverava una popolazione enorme ed era diventata il luogo di transito del 90% dei traffici russi con l'estero.

Gli immediati successori di Pietro riportarono la capitale a Mosca, ma l'imperatrice Anna Ivanovna (1730-40) la trasferì nuovamente a San Pietroburgo. Tra il 1741 e il 1825, durante i regni dell'imperatrice Elisabetta, di Caterina la Grande e di Alessandro I, la città diventò un luogo cosmopolita con una corte reale famosa per i suoi sfarzi. Questi monarchi fecero erigere molti edifici governativi e chiese, trasformando San Pietroburgo in una delle capitali più sontuose di tutta l'Europa.

L'emancipazione dalla schiavitù nel 1861 e l'avvento dell'industrializzazione, che raggiunse il culmine nell'ultimo decennio dell'Ottocento, portarono in città un afflusso di lavoratori indigenti, e molti quartieri di San Pietroburgo diventarono luoghi sovrappopolati e malsani, focolai di epidemie e crescente malcontento.

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