ai viaggiatori di nazionalità italiana, cosi come a quasi tutti i visitatori stranieri viene richiesto un visto d'ingresso, che consente una permanenza di 15 giorni e che è necessario richiedere prima della partenza, poiché non vengono rilasciati visti all'arrivo. Ai fini del rilascio occorre presentare, fra gli altri documenti, il passaporto che dovrà avere una validità di almeno sei mesi e una pagina completamente libera. Per maggiori informazioni sui tempi, costi e procedure di rilascio dei visti contattate l'Ambasciata della Siria in Italia (tel. 06 674 9801; fax 06 679 4989; Piazza dell'Ara Coeli 1, 00186 Roma).
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La Siria non è certo un paese caro, ma ultimamente i prezzi sono aumentati. Si può sopravvivere con US$15-20 al giorno, se ci si accontenta di pernottare in pessime sistemazioni e di mangiare solo falafel. Per dormire in un albergo decoroso con bagno in camera e per mangiare una volta al giorno al ristorante, bisogna mettere in conto una spesa quotidiana di US$30-40.
La forma di pagamento più diffusa è il contante, ma è più sicuro avere con sé i travellers' cheques. Per cambiare i contanti non si paga commissione, per i travellers' si paga invece una quota fissa. Non è facile prelevare contanti con le carte di credito, ma nei negozi di lusso, nei grandi alberghi, nelle agenzie di viaggi e negli autonoleggi si comincia ad accettarle.
In tutto il paese la mancia è un'usanza corrente. Nei ristoranti eleganti i camerieri si aspettano la mancia e se non gliela date la sottraggono loro dal resto. Il personale degli alberghi che vi porta il bagaglio e vi apre le porte spera nella mancia, ma in quel caso potete decidere voi se dargliela o no. Quando si comprano souvenir è praticamente necessario contrattare il prezzo: per dimezzarlo non dovrete neanche mercanteggiare troppo.
La stagione più indicata per viaggiare in questo paese è la primavera (da aprile a giugno), quando la temperatura è mite e quando la foschia, che negli altri mesi dell'anno caratterizza il paesaggio, è già stata spazzata via dalle piogge invernali. Anche l'autunno (da settembre a novembre) è un buon periodo. Se andate in Siria durante il periodo estivo, non fate l'errore di arrivare senza cappello, occhiali da sole e borracce, specialmente se intendete visitare Palmira. L'inverno non è una buona stagione, soprattutto sulla costa e sulle montagne, dove la temperatura scende vertiginosamente e piove frequentemente.
Le feste e le manifestazioni in Siria sono, ovviamente, quasi tutte legate alla tradizione musulmana. La più importante è il Ramadan, un mese (la cui data varia di anno in anno) durante il quale si digiuna dall'alba al tramonto per seguire i dettami della quarta regola del Corano. Il Ramadan si chiude con una grande festa, Eid al-Fitr, occasione per pregare tutti insieme, andare a trovare amici e parenti, scambiarsi doni e mangiare a più non posso. L'altra importante festa religiosa è l'Eid al-Adah, cioè i giorni in cui i musulmani dovrebbero recarsi in pellegrinaggio alla Mecca.
Tra le principali feste civili ricordiamo il Giorno dell'Evacuazione, 17 aprile, e il Giorno della Riforma, 16 novembre.
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