Gran parte di quello che potrebbe essere un terreno ideale per il trekking brulica di gente armata: cercate informazioni presso la gente del posto sulle zone da evitare nel Pamir. I monti Fan, all'estremit à occidentale della catena degli Alay lungo il confine fra Tagikistan e Kirghisistan, sono lontani dalla guerra civile e possono essere raggiunti senza pericoli. Il modo pi ù sicuro per compiere un trekking consiste nell'appoggiarsi a un'agenzia affidabile facendosi accompagnare da una guida, anche se è comunque bene essere autonomi per quanto riguarda l'equipaggiamento, perch É non è facile trovarne sul posto. La stagione migliore per il trekking va da giugno a settembre, ma bisogna essere preparati a trovare cattivo tempo in ogni periodo dell'anno.
DushanbeGrazie a un elegante sfondo di montagne, a sonnacchiosi viali alberati e ai suoi edifici dai colori tenui e con fregi in stile orientale, Dushanbe potrebbe essere una bella citt à, se non fosse del tutto priva di personalit à. è una localit à storicamente tagliata fuori da tutto che risulta noiosa di giorno e pericolosa di notte. Il grande mercato coperto di Barakat viene spacciato come il centro delle attivit à di Dushanbe, ma non è particolarmente interessante. In citt à ci sono molti altri bazar improvvisati, ma si tratta di luoghi atroci dove file di persone cercano di vendere tutto quello che sono riuscite a trovare in casa: un paio di scarpe vecchie, libri senza copertina, un motore di lavatrice smontato, tutto quello che ha anche la pi ù lontana probabilit à di essere ceduto in cambio di qualche soldo. In citt à ci sono tuttavia due musei interessanti: il Museo Etnografico, dove sono esposti saggi dell'arte tagika come vasellame, tappeti, gioielli e strumenti musicali, e il Museo Unificato del Tagikistan, che possiede interessanti collezioni dedicate alla storia, alla storia naturale e all'arte. Vale la pena di assistere a uno spettacolo nel Teatro d'Opera e Balletto Ayni, i cui interni sono i pi ù belli della citt à.
KhojandKhojand (si pronuncia 'HO-gian') è la capitale della regione settentrionale del Tagikistan, oltre che la seconda pi ù grande citt à del paese e una delle pi ù antiche. Venne fondata, infatti, da Alessandro Magno pi ù di 2300 anni fa. Khojand domina l'ingresso nella valle di Ferghana e ha goduto di grande prosperit à: i cittadini pi ù facoltosi costruirono palazzi, grandiose moschee e una cittadella prima che i mongoli all'inizio del XIII secolo radessero al suolo la citt à facendola precipitare nell'oblio. Dalle macerie sorse una Khojand meno sfarzosa che, senza dare nell'occhio, seppe sopravvivere ai travagli che caratterizzarono la storia dell'Asia centrale, salvo poi trovarsi vittima nel 1929 dei brogli sovietici che la staccarono dal resto della valle di Ferghana per inglobarla nella repubblica sovietica del Tagikistan, mentre il resto della vallata entrava a far parte della repubblica sovietica dell'Uzbekistan. Protetta dietro i monti Fan, Khojand è riuscita a sfuggire alle brutalit à della guerra civile ed è sempre stata un luogo privo di pericoli per i viaggiatori. Ancora oggi costituisce la zona pi ù ricca del paese: da qui arrivano i due terzi della produzione industriale del Tagikistan. è una citt à accogliente e rilassata che ha poche attrattive spettacolari, ma che grazie a un bel fiume e a diversi graziosi giardini è un buon posto in cui fermarsi per un giorno o due. Il Panchshanbe Bazar di Khojand è un tipico mercato dell'Asia centrale che bombarda la vista, l'udito e l'olfatto. Meritano anche una visita la moschea, sebbene senza pretese e relativamente moderna, la madrasa e il mausoleo di Sheikh Massal ad-Din.
Il PamirQuesti monti sono noti localmente con il nome di Bam-i-Dunya (il 'Tetto del Mondo') e una volta che vi troverete nella regione capirete facilmente il perch É. Il Pamir è il fulcro da cui si irradiano diverse catene montuose fra le pi ù alte del mondo, fra cui il Karakorum e l'Himalaya verso sud, l'Hindu Kush a ovest e il Tian Shan che sta a cavallo del confine fra Kirghisistan e Cina. In mezzo a questa rete di ampie vallate ad alta quota, che si articola fra vette che superano i 7000 metri, il territorio di Il Pamir è in gran parte situato troppo in alto per consentire l'esistenza di insediamenti umani. Le pendici dei monti e le vallate sono abitate da creature pi ù robuste come la pecora di Marco Polo, lo sfuggente leopardo delle nevi e l'ancor pi ù sfuggente 'uomo delle nevi'. Gli abitanti delle valli d'alta quota parlano una moltitudine di dialetti locali e sono di religione ismailita, una setta derivata dall'islamismo sciita. Non hanno n É moschee n É sacerdoti e non osservano neppure un giorno sacro. Il capo spirituale degli ismailiti è l'Aga Khan, un uomo d'affari nonch É allevatore di cavalli che è nato in Svizzera e che le genti del Pamir venerano come un dio. Le elargizioni dell'Aga Khan permettono alla gente di non morire di fame, perch É il Pamir era schierato dalla parte dei perdenti nella guerra civile e non viene certo sommerso dalle sovvenzioni del governo centrale. Il fatto di non avere praticamente di che mangiare non rende meno ospitali gli abitanti del Pamir, la cui indole li porta a condividere il poco che hanno. Un viaggio nella regione del Pamir è irto di ostacoli quali l'assoluta assenza di trasporti e di cibo, per cui senza dubbio durante il vostro soggiorno avrete modo di provare l'ospitalit à della popolazione locale. Gli itinerari fra le montagne sono punteggiati di case coloniche isolate che fungono anche da guesthouse molto alla buona. Vi verr à offerto uno spazio per coricarvi per terra, una pungente coperta di pelle di pecora e una ciotola bollente di 'sher chay', ovvero t è con latte di capra, sale e burro. Per evitare l'enorme imbarazzo derivante dallo scoprire che il padrone di casa ha ucciso la sua ultima gallina in vostro onore, portate con voi tutte le provviste che vi servono perch É sui monti del Pamir non ci sono n É negozi n É locali che servano da mangiare. Il principale insediamento della regione è Khorog (29.400 abitanti), capitale della regione autonoma del Gorno-Badahkshan. Si trova a 2000 m sul livello del mare ed è distribuita irregolarmente lungo le rive scoscese del fiume Gunt, che scorre impetuoso. Il volo da Dushanbe a Khorog è uno dei pi ù eccitanti (o terrificanti, a seconda di quanta fiducia nutrite nei piloti tagiki) che avrete mai la (s)fortuna di compiere in vita vostra. Dura 45 minuti e per buona parte del tempo l'aereo vola fra valli e montagne all'ombra di pareti rocciose che scorrono cos ì vicine alle ali da farvi pensare che il velivolo stia sollevando sbuffi di neve. Se diventate nervosi consolatevi pensando che nel recente passato solo un velivolo non è arrivato indenne a destinazione, e solo perch É è stato abbattuto da un razzo sparato dall'Afghanistan.
Pamir HighwayL'itinerario da Khorog a Osh lungo la M41 Pamir Highway è una traversata di 728 km (due giorni) che mette a dura prova nervi e sospensioni lungo una strada dal pessimo asfalto e con un'infinit à di tornanti che vi faranno venire il capogiro. Non si tratta di un gioco da ragazzi perch É ampi tratti sono stati spazzati via dalle frane e dalle valanghe che hanno lasciato solo precarie piste di fango gelato profondamente solcate dal passaggio dei veicoli, ma senza dubbio avrete la possibilit à di ammirare grandiosi panorami superando il passo Ak-Baital, alto 4655 m. Lungo questa strada non esistono soluzioni per il pernottamento, quindi sappiate regolarvi.
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