Fatti

i viaggiatori di nazionalità italiana, così come tutti i visitatori stranieri che vogliono far ingresso in Turkmenistan, devono essere muniti di visto d'ingresso che a seconda della tipologia consente una permanenza che varia da 10 a 30 giorni, e che è necessario richiedere prima della partenza, poiché non vengono rilasciati visti all'arrivo. Il rilascio del visto è subordinato alla presentazione di una lettera di invito di una agenzia turistica turkmena. Il passaporto dovrà essere valido per tutta la durata del viaggio. Per maggiori informazioni sui tempi, costi e procedure di rilascio dei visti contattate l'Ambasciata del Turkmenistan in Austria, sede accreditata per l'Italia (tel. 01-503 6470; fax 01-503 6473; turkmenistan.botschaft@chello.at; Argentinierstrasse 22, 2EG, A-1040, Vienna).

Timezonecinque ore avanti rispetto al meridiano di Greenwich

220 V, 50 Hz, con spina europea senza presa a terra. È consigliabile portare una torcia elettrica

sistema metrico decimale

Il Turkmenistan è una delle destinazioni più economiche in Asia centrale. Se alloggiate in stanze doppie in hotel modesti, viaggiate in autobus o in treno e mangiate in ristoranti economici e alle bancarelle per strada, dovreste essere in grado di mantenere i costi giornalieri attorno ai US$25-40. Chi ha un budget limitato e si affida ai treni, i caffè o i bazaar nei vicoli e le pensioni per camionisti, può aver bisogno di poco più di US$10 al giorno. Spesso gli stranieri pagano i servizi notevolmente di più che la popolazione locale, e non c'è molto che possiate fare per evitarlo. Fate attenzione ai salassi come birra e cioccolato importati.
Il Turkmenistan è effettivamente una zona dove valgono solamente i contanti. La moneta locale è l'unica valuta legale, sebbene nella pratica il dollaro americano sia accettato o addirittura richiesto per alcune transazioni. La migliore alternativa per il cambio dei soldi sono gli hotel turistici; ad Ashghabat c'è un mercato nero per i dollari, ma generalmente non offre condizioni migliori di quelle ufficiali. Ricordatevi che la maggior parte dei cambiavalute accettano solo banconote nuove di zecca, convinti in qualche modo che quelle vecchie siano prive di valore. I travellers' cheque hanno un uso limitato. Le carte di credito possono servirvi solo per stuzzicarvi i denti.
Le mance contraddicono l'islamico senso dell'ospitalità di molte persone, e possono addirittura offenderle. I negozi hanno prezzi fissi ma nei bazaar i mercanteggiamenti sono pratica comune.

Dato che l'estate è tremendamente calda e d'inverno il freddo molto rigido, la primavera (da aprile a giugno) e l'autunno (da settembre a novembre) sono le migliori stagioni per visitare il Turkmenistan. In aprile il deserto sboccia per un breve periodo e i paesaggi di un monotono color ocra esplodono di rossi, arancioni e gialli. L'autunno è il periodo del raccolto, quando i banchi dei mercati abbondano di frutta appena colta. Se decidete di affrontare l'inverno, sappiate che molti voli interni non vengono autorizzati a decollare e trovare del cibo può essere un problema poiché molti dei ristoranti chiudono per la stagione.

Il Turkmenistan non è conosciuto per le gioiose parate in strada. Le feste nazionali comprendono il Capodanno (1° gennaio), il Giorno dei morti (12 gennaio, anniversario del terremoto del 1948), l'Anniversario dell'adozione della bandiera nazionale (19 febbraio), la Festa della donna (8 marzo), la festa del lavoro (1 maggio), il giorno della vittoria (commemorazione della fine della Seconda Guerra Mondiale per la Russia, avvenuta il 9 maggio 1945), la festa dell'indipendenza (27 ottobre).
La festa della primavera di Nauryz ('Giorni nuovi') è una della festività più importanti del Turkmenistan. È un adattamento musulmano dell'equinozio di primavera o celebrazioni di rinnovamento risalenti all'epoca pre-islamica e può includere giochi tradizionali, festival musicali e teatrali, arte di strada e fiere variopinte. I giorni sacri musulmani di rilievo, decretati in base al calendario lunare, includono: il Ramadan, il mese del digiuno dall'alba al tramonto; l'Eid-ul-Fitr, le celebrazioni che segnano la fine del Ramadan; l'Eid-ul-Azha, cioè la festa del sacrificio, quando quelli che possono permetterselo sgozzano un animale e lo condividono con i parenti ed i poveri.

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