La popolazione ugandese è costituita da un complesso crogiolo di trib ù diverse. Il lago Kyoga segna il confine settentrionale per i popoli di etnia bantu che prevalgono in gran parte dell'Africa orientale, centrale e meridionale. In Uganda questo gruppo comprende i buganda e diverse altre trib ù. Nel nord del paese vivono i lango e gli acholi che parlano idiomi nilotici. A est vi sono i teso e i karamojong, imparentati con i masai e anch'essi di ceppo nilotico. I pigmei vivono nelle foreste dell'ovest.
Ogni trib ù ha la propria tradizione musicale, con canti che si tramandano di generazione in generazione. Gli strumenti pi ù comuni sono il ndigindi (lira), l'entongoli (arpa), l'amadinda (xilofono) e il lukeme (pianoforte a pollici). Uno dei pi ù noti scrittori ugandesi, Okot p'Bitek, è di etnia acholi ed è autore di racconti tradizionali, poemi satirici e canzoni. Il suo libro Song of Lawino (1966) contiene i testi dei canti acholi.
La popolazione è per due terzi cristiana e per un terzo animista o musulmana. Prima della loro espulsione dal paese nel 1972, vi erano anche cospicui gruppi sikh e hindu, che ora si stanno ricostituendo grazie anche all'intervento del presidente che li ha invitati a ritornare in Uganda.
La cucina ugandese consta di un piatto pesante e sostanzioso preparato con fagioli o sugo di carne. Le pietanze principali in genere sono a base di manzo, capra o montone e l'amido è fornito dall'ugali o farina di mais. L'ugali viene cucinato come una sorta di polenta finch É non si addensa; viene poi tagliato e servito sotto forma di piatte mattonelle. Se la cosa non vi attira, il clima tropicale del paese invita al consumo di frutta. Uno spuntino eccellente, anche se non sempre disponibile, è rappresentato dal mkate mayai (pane uova). Piatto di origine araba, consiste in una sfoglia sottile di pasta farcita di carne tritata e uovo crudo che viene poi ripiegata a formare un pacchetto e fritta su una piastra rovente. La birra è probabilmente la bevanda pi ù diffusa in Uganda; il pombe è una birra prodotta a livello locale, ricavata dalla banana fermentata e il waragi è la bevanda alcolica del luogo a base di miglio. Entrambe sono forti e l'ubriacatura pu ò avere postumi spiacevoli.
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