Storia Recente
Foligno è oggi una vivace città commerciale, la terza più grande dell’Umbria. Ma
guardate oltre la griglia urbana verso il centro, ancora parzialmente circondato da
mura preservate e, recentemente anche restaurate, nonostante secoli di disastri
naturali e guerre.
Nella regione circostante, ancora libera dalla tirannia del turismo, ogni centimetro
è antico. Il paesaggio montano dell’Umbria, le piane e le città sulle colline, sono
fedelmente conservate - il vicino Monte Subasio è circondato da un magnifico parco
nazionale. Vi è persino un ufficio umbro per la conservazione delle tradizioni
locali e suoi prodotti, come il tartufo e i porcini.
Storia Moderna L’industrializzata Foligno si espanse in epoca moderna al di fuori del centro storico, verso le piane circostanti. La città, un tempo piccola, si allargò, grazie alla sua posizione in un crocevia stradale e ferroviario. Pur essendo un vantaggio, il collegamento ferroviario di Foligno attrasse i bombardamenti degli Alleati durante l’occupazione tedesca nella Seconda Guerra Mondiale. Il centro storico della città fu colpito, ma non distrutto, dalle bombe. Per rincuorare i residenti nella ricostruzione del dopoguerra, una associazione locale decise di riportare alla luce una vecchia competizione: la Quintana. La giostra era una tradizione medioevale, che continuò fino al XVII secolo - l’epica che ha ispirato il revival del 1946. Da allora, ogni anno i cavalieri di Foligno puntano le loro lancie contro statue di legno; un giorno di spettacolo, allietato anche da altri eventi pubblici e da un festival di strada. Il 26 settembre 1997, Foligno è stata ancora una volta scossa da un terremoto.
Stroria ante 20mo Secolo
Foligno è stata scossa molte volte nel corso dei secoli - dalle guerre, dalle
invasioni, certo, ma anche dal terremoto e dalle visioni della sua pittoresca
mistica.
L’area circostante fu probabilmente insediata in epoca pre-romana dalle antiche genti
umbre. I romani si impossessarono della zona nel II secolo a.C. e fondarono la città
di Fulginium. Situata sulla via Flaminia, una delle principali strade che,
proverbialmente, conducevano a Roma, Fulginium era probabilmente priva di mura - un
fatto che gli abitanti avranno probabilmente rimpianto dopo il V secolo con la
caduta di Roma.
Invasi dai Longobardi e saccheggiati dai Saraceni, i poveri abitanti furono
senz’altro sollevati dopo la costituzione di un comune fortificato e indipendente
nel XII secolo; ma i guai per Foligno non erano finiti. La città continuò a cambiare
di mano durante il bellicoso XIII secolo e fu persino rasa al suolo dai potenti
rivali della vicina Perugia nel 1281.
E’ in questi anni che si svolge la vicenda storica della celebre suora mistica
folignate, la Beata Angela (1248-1309) - patrona non solo delle vedove, ma anche di
chiunque sia posseduto da tentazioni sessuali. Nata ricca, Angela si era fatta una
certa reputazione in gioventù. A tre anni dal suo quarantesimo compleanno, ella si
pentì del suo passato adultero e sacrilego, scrivendo infine un libro delle sue
visioni mistiche.
Nel 1305, Foligno fu presa dalla famiglia Trinci (che erano in combutta con i papi).
I Trinci riuscirono a mantenere il loro potere sulla città per più di un secolo,
durante il quale Foligno prosperò e assorbì i territori circostanti. Il piccolo
impero finì in maniera drammatica nel 1441 con la decapitazione di uno degli eredi
della famiglia Trinci, reo di aver sconsideratamente offeso l’allora papa Eugenio
IV. Assorbita nello Stato Pontificio, Foligno rimase tale fino all’unità d’Italia
nel 1860.
Il Rinascimento fu un periodo stabile e produttivo per Foligno. Johann Numeister,
pittore e allievo del pioniere della stampa Gutenberg, trovò rifugio a Foligno dopo
la sua fuga dall’assedio di Magonza nel 1462. L’invenzione della stampa da lui
portata trovò il sostegno locale, ed egli si rese celebre per aver realizzato la
prima copia della Divina Commedia nel 1472.
I Folignati non subirono troppe scosse fino ai sussulti del XIX secolo, che vide
prima la conquista napoleonica e le fallite insurrezioni locali, poi il terribile
terremoto del 1832, che mise letteralmente la città a terra.
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