Storia Recente
I problemi economici globali della fine degli anni Novanta hanno investito anche il settore bancario e turistico di Ginevra, spingendo i politici del cantone a investire di più nella promozione dell’hi-tech, in particolare delle biotecnologie e delle telecomunicazioni, modernizzando così un’economia che aveva a lungo prosperato: Ginevra è oggi tra le 10 città più care del mondo, e il suo straordinario benessere si basa significativamente sulla presenza dei dipendenti internazionali e sui mercati mondiali (la domanda internazionale genera il 50% del PIL cantonale).
Storia Moderna
Dopo la Prima Guerra Mondiale, fu da Ginevra che la Società delle Nazioni cercò invano di mantenere la pace, e dopo la Seconda Guerra Mondiale arrivarono l’ONU, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il Consiglio Mondiale delle Chiese e una serie di altre organizzazioni internazionali, che assicurarono alla città un futuro di melting pot internazionale. Il benessere e le riforme sociali del dopoguerra sono però anche stati costruiti sulle spalle di molti lavoratori stranieri che godono di ben pochi diritti politici.
Per non compromettere la propria neutralità, la Svizzera ha rifiutato di divenire membro delle Nazioni Unite, della NATO o dell’Unione Europea, ma fa parte dell’UNESCO (che ha sede a Ginevra) e dell’Associazione Europea per il Libero Scambio.
Nel 1992, in Svizzera si è tenuto un referendum per approvare l’adesione all’Area Economica Europea, che avrebbe garantito alcuni dei vantaggi economici dei membri dell’UE, senza però comportare obblighi politici. I cantoni francofoni, tra cui Ginevra, hanno approvato l’idea, ma l’opposizione dei cantoni tedeschi fatto respingere la proposta, aprendo qualche contrasto tra le due comunità.
Stroria ante 20mo Secolo
Nel lontano V secolo, Ginevra occupata prima dai Romani, passò sotto il controllo dei Burgundi. La città divenne sempre più un centro strategico per le sue fiere e i suoi mercati, suscitando l’interesse della casata dei Savoia, che fece diversi tentativi di ottenere il controllo della città. Nel 1530, sotto la pressione della Confederazione Svizzera, il duca di Savoia finalmente accettò di rinunciare alle sue pretese sulla città.
La Riforma fu introdotta a Ginevra negli anni Trenta del Cinquecento, ad opera di Giovanni Calvino. Le sue prediche dal pulpito furono così incisive che la città divenne famosa come la “Roma protestante” . Ne seguì un periodo di forte austerità, durante il quale furono banditi tutti i divertimenti; la danza e i gioielli erano visti come corruzioni e dunque proibiti. Nello stesso periodo fu legalizzato il prestito a interesse. La repressione avrebbe potuto fungere da deterrente per i visitatori, ma la reputazione di Ginevra quale centro intellettuale non mancò di attrarre molti liberi pensatori, tra cui Rousseau e Voltaire.
Nello stesso tempo, Ginevra dovette fare i conti con un’ennesima incursione dei Savoia nel 1602. In una famosa e commemorata vittoria, i ginevrini, in inferiorità numerica ma assai abili, furono in grado di sconfiggere l’intera armata nemica. I duchi di Savoia cessarono da quel momento di essere un problema, ma nel 1798 fu la Francia ad annettere la città e a tenerla in pugno per i successivi 16 anni, prima che fosse liberata il 1 giugno 1814 e annessa alla Confederazione Svizzera.
La fama di Ginevra quale sede di numerose istituzioni umanitarie internazionali risale al 1859 e all’opera dell’imprenditore e filantropo Henry Dunant, le cui iniziative portarono alla creazione della Croce Rossa Internazionale nel 1864. La Convenzione di Ginevra fu adottata nel 1864, e Dunant continuò con la sua opera fino a divenire il co-vincitore del primo Premio Nobel per la Pace nel 1901.
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