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Storia Recente

Malgrado i secoli di sconvolgimenti, il nucleo storico della città è cambiato poco e continua ad essere il centro della vita politica, amministrativa e culturale. Dopo la caduta del regime comunista, Cracovia ha beneficiato dell'afflusso di viaggiatori provenienti dall'altro lato della cosiddetta 'cortina di ferro' e ha assorbito l'influenza occidentale più di qualsiasi altra città polacca. Nel 2007 ha celebrato i suoi "primi" 750 anni.

Storia Moderna

Nei decenni finali del XIX secolo Cracovia era diventata un importante centro della cultura polacca e la capitale spirituale di un paese che formalmente non esisteva più: un punto di riferimento per la vita intellettuale e la produzione teatrale. Il movimento di avanguardia artistica e letteraria chiamato Młoda Polska ('giovane Polonia') nacque a Cracovia negli anni '90 dell'Ottocento. Qui ebbe origine anche il movimento indipendentista nazionale destinato in seguito ad alimentare le 'legioni polacche' (Legiony Polskie) comandate da Józef Piłsudski.

Allo scoppio della seconda guerra mondiale Cracovia contava 260.000 abitanti, fra cui 65.000 Ebrei. Durante la guerra Cracovia, come le altre città polacche, assistette alle partenze forzate degli Ebrei, destinati a scomparire nei campi di sterminio nazisti. La città fu completamente saccheggiata dai tedeschi ma fu risparmiata dai bombardamenti. Di conseguenza, Cracovia è l'unica grande città della Polonia che ha conservato intatta l'architettura dei secoli passati.

Dopo la liberazione il governo comunista si affrettò a presentare un piano per la costruzione di un'immensa acciaieria a Nowa Huta, a pochi chilometri dal centro, nel tentativo di spezzare la tradizione intellettuale e religiosa della città. Fu un progetto colossale, alimentato dalla retorica del regime, ma le conseguenze pratiche furono eclatanti per un altro motivo: Nowa Huta si rivelò un disastro ecologico. I monumenti sopravvissuti ai Tartari, agli Svedesi, ai nazisti e a molte altre avversità sono ora gradualmente e metodicamente corrosi dalle piogge acide e dai gas tossici.

Nel secondo dopoguerra, con la creazione di Nowa Huta e di altri sobborghi, Cracovia triplicò la sua popolazione diventando la terza città più grande del paese dopo Varsavia e Łódź.

Stroria ante 20mo Secolo

Le prime tracce dell'esistenza della città risalgono al VII secolo. Nei secoli VIII e IX Cracovia era uno dei principali insediamenti dei Vistolani (Wiślanie), la tribù che diversi secoli prima aveva occupato l'area chiamata Małopolska ('piccola Polonia'). La prima testimonianza scritta su Cracovia risale al 965, quando un mercante-viaggiatore arabo di origini ebraiche, Ibrahim ibn Yaqub da Cordova, visitò la città e la descrisse nel suo resoconto come un centro di commerci chiamato Krakwa.

Nell'anno 1000 fu istituita la diocesi di Cracovia e nel 1038 la città divenne capitale del regno dei Piast. Nell'XI secolo furono costruiti il castello reale di Wawel e numerose chiese, e la città, inizialmente raccolta intorno alla collina di Wawel, divenne più grande e più potente.

Nel 1241 i Tartari invasero Cracovia e la incendiarono. La città, costruita in gran parte in legno, fu completamente distrutta. Il nuovo centro storico, progettato nel 1257, fu concepito a pianta ortogonale, con la piazza del mercato in mezzo. Il legno fu in gran parte rimpiazzato con mattoni e pietre, e il gotico divenne lo stile architettonico predominante. Durante il regno di Kazimierz Wielki, generoso patrono delle arti e della cultura, la città conobbe un periodo di splendore. Nel 1364 il re fondò l'Accademia di Cracovia (in seguito intitolata alla dinastia dei Jagelloni), che divenne la seconda università dell'Europa centrale dopo quella di Pragua. Nicolò Copernico, l'astronomo polacco che affermò la teoria eliocentrica dell'universo, studiò qui nell'ultimo decennio del Quattrocento.

La crescita economica e culturale di Cracovia raggiunse il culmine nel XVI secolo. Il castello medievale di Wawel fu trasformato in un maestoso palazzo, la cultura e la scienza prosperavano e la popolazione superò i 30.000 abitanti. Ma non durò a lungo: la capitale fu trasferita a Varsavia nel 1596. Cracovia restava il luogo in cui i sovrani venivano incoronati e seppelliti, ma ormai il centro della vita politica e culturale si era spostato a Varsavia, dove il re e la sua corte risiedevano. L'invasione degli Svedesi nel 1655 causò molti danni, e le numerose invasioni del secolo XVIII accelerarono il declino della città. Alla fine del Settecento la popolazione si era ridotta a 10.000 abitanti.

Dopo la terza spartizione della Polonia (1795) la Polonia divenne una provincia della Russia. Nel 1846 l'insurrezione di Cracovia portò all'annessione della città libera da parte dell'Austria. Durante il dominio austriaco la città godette di una relativa libertà politica e culturale.

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