Storia Recente
Ravenna non è una località balneare e non ha la vibrante vita notturna di Rimini, ma
la sua fama di città della cultura è legata a manifestazioni musicali come il
Ravenna Festival (giugno-luglio) e il Ravenna Jazz (ottobre).
Storia Moderna Dopo la seconda guerra mondiale Ravenna si sviluppò come area industriale: le industrie petrolchimiche e le piattaforme per l’estrazione del gas crearono un boom economico. La città è situata nell’entroterra, ma un canale navigabile collega il suo porto al mare. Ravenna conserva un’atmosfera da piccola città e il turismo è l’attività più importante all’interno delle antiche mura. Nel 1996, otto chiese e monumenti di Ravenna furono inclusi dall’Unesco nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità.
Stroria ante 20mo Secolo
I primi a insediarsi su queste terre paludose furono gli Etruschi e gli Umbri, poi, a
partire dal I secolo, Ravenna fu una colonia romana. Nel 402 diventò la capitale
dell’Impero Romano di Occidente: l’imperatore Onorio vi trasferì la sua corte da
Roma nella convinzione che le paludi malariche intorno alla città avrebbero reso più
facile la difesa dagli invasori provenienti dal Nord. I barbari passarono oltre e
saccheggiarono Roma nel 410, lasciando che Onorio si crogiolasse a Ravenna fino alla
morte, avvenuta nel 423. I Goti costruirono molte belle chiese, ma fu l’arrivo
dell’imperatore bizantino Giustiniano I nel 540 a segnare l’inizio di un’era di
grande splendore architettonico. In quanto capitale dell’impero di Bisanzio in
Italia, Ravenna crebbe fino a diventare una delle città più belle del Mediterraneo.
In seguito fu conquistata dai Longobardi (Dante vi abitò in quest’epoca) e dai
Veneziani prima di essere incorporata nello Stato della Chiesa nel XVI secolo. La
costruzione di canali e la bonifica delle paludi ridusse il rischio di inondazioni e
rese disponibili i terreni necessari per l’agricoltura. Nel 1861 Ravenna fu
incorporata nel Regno d’Italia.
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