Storia Recente
Oggi Reggio Emilia è una città prospera e aperta al turismo, situata nella fertile
pianura tra i fiumi Enza e Secchia. Scelta in passato dai Romani come importante
centro di scambi, conserva un ruolo economico importante grazie alla sua posizione
nella rete dei trasporti ferroviari e autostradali. L’antica Via Emilia attraversa
ancora il cuore della città. Il settore industriale si concentra sulle attività di
trasformazione dei prodotti dell’agricoltura: vinificazione, industrie conserviere e
caseifici che producono il famoso Parmigiano Reggiano.
Storia Moderna Nella prima metà del XX secolo Reggio Emilia aveva circa 70.000 abitanti. La sua anima antimonarchica e rivoluzionaria favorì lo sviluppo di una tradizione socialista. Dopo l’ascesa di Mussolini nel 1923, il regime fascista cominciò a reprimere gli abitanti per le loro idee politiche, ma i reggiani non accettarono passivamente le provocazioni e si impegnarono in una lotta ventennale che sfociò nella Resistenza. Reggio, come gran parte del paese, si rallegrò per la caduta del regime nel 1943 e per la fine del conflitto mondiale nel 1945. Nel dopoguerra la città fu decorata al valor militare per il suo ruolo nella lotta di liberazione. Dall’esperienza della guerra e della Resistenza scaturì un rivoluzionario sistema educativo. Gruppi di genitori, di insegnanti e di allievi, ispirati dallo spirito democratico e socialista della città, formularono un piano per la ricostruzione della società attraverso l’educazione dei bambini. Era un sistema sorretto da grandi speranze che intendeva creare una società migliore sulla base di valori fino a quel momento ignorati come l’ingenuità, l’innocenza e l’intelligenza intuitiva dell’infanzia. Il metodo educativo che ne derivò, chiamato ‘Reggio Approach’, è tuttora applicato in Europa, Asia e Australia. Il nome della città è diventato famoso nel mondo grazie alla crescente popolarità di questo metodo educativo, paradossalmente quasi sconosciuto in Italia.
Stroria ante 20mo Secolo
Come accade per molte altre città italiane, la storia di Reggio Emilia è un misto di
tirannia e cooperazione. Prima della colonizzazione romana, avvenuta nel 193 a.C.,
il sito fu abitato da Liguri, Celti, Etruschi e Galli. I Romani bonificarono e
dissodarono le terre circostanti, contribuendo allo sviluppo della città. Reggio
sorse lungo la Via Emilia e diventò uno snodo importante per la circolazione dei
beni tra le città del Nord e quelle del Sud.
Alla fine del V secolo, quando l’impero si dissolse, Reggio Emilia era già decaduta:
un secolo prima, sant’Ambrogio l’aveva inclusa in un elenco di città semidistrutte.
Cio che restava fu saccheggiato dalle invasioni barbariche, e il regno degli
Ostrogoti rimpiazzò il dominio romano. Il VI secolo portò una rapida serie di
cambiamenti: Reggio appartenne prima all’esarcato di Ravenna e poi ai Longobardi,
mentre i regni della costa e dell’entroterra combattevano per estendere i loro
territori.
Alla fine del IX secolo Reggio passò ai re d’Italia. Gli Ungari devastarono la città
nell’899, e il clima di instabilità rese necessaria l’erezione delle mura. Nel 900
l’imperatore concesse il permesso di costruire una cinta fortificata. Un secolo più
tardi Reggio formò con altre città la marca di Canossa, poi passata alla contessa
Matilde, importante protagonista nelle lotte tra il papato e l’impero. La crisi
dell’autorità imperiale favorì la crescita delle libertà comunali, e Reggio fu uno
dei primi comuni italiani. Nel secolo XIII la città fu coinvolta in aspri conflitti
tra famiglie rivali che assunsero la forma di lotte fra Guelfi (fautori del papa) e
Ghibellini (sostenitori dell’imperatore), e fu in guerra con le vicine città di
Modena e Parma.
Reggiò passòpiù volte dalla monarchia alla repubblica e viceversa nei secoli XII,
XIII e XIV. Nel Quattrocento gli Este divennero i signori di Reggio, segnando il
passaggio dal comune alla signoria. La dominazione estense, nelle sue varie forme,
impose un rigido controllo sulla città e sui territori circostanti. I governatori,
tra cui gli scrittori Matteo Maria Boiardo e Francesco Guicciardini, avevano il
compito di liberare le campagne dai banditi. La signoria estense durò fino
all’inizio del Settecento e gli ultimi due secoli furono segnati da guerre, epidemie
e saccheggi, ma anche dalla costruzione di sontuose opere architettoniche.
Dopo aver sopportato il tirannico governo degli Este, i Reggiani salutarono con
entusiasmo la Rivoluzione francese e l’arrivo delle prime truppe repubblicane nel
1796. Nel settembre dello stesso anno la guardia civica, formata da volontari,
respinse una colonna austriaca che marciava su Reggio e fu ricompensata da Napoleone
con una dotazione di armamenti. Egli proclamò la Repubblica Cispadana, che fu di
breve durata e si fuse pochi mesi dopo con la Repubblica Transpadana. L’esperienza
si rivelò tuttavia molto importante per il successivo processo di unificazione e
fornì all’Italia il suo primo tricolore. Nel 1815, con la Restaurazione, Reggio
tornò nelle mani degli Este, ma nel 1859 si aggregò all’Italia sotto il governo del
dittatore Luigi Carlo Farini fino al 1860, quando un plebiscito decretò la sua
inclusione nel Regno d’Italia.
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