Storia Recente
Nel 2001, il più determinato Sharon prese il posto di Barak, segnando un giro di vite nelle misure di sicurezza. La situazione nel paese si fece, se possibile, ancora più drammatica: attentati suicidi di matrice araba e rappresaglie israeliane divennero una tragica consuetudine, in quella che fu detta la seconda intifada. Sharon non ottenne molti successi nella sua lotta contro quelli che riteneva terroristi palestinesi. Agli attacchi degli arabi, Israele rispose distruggendo i covi dei terroristi: il risultato, da entrambe le parti, fu il sangue di molti innocenti. Si ritiene che il rapporto tra le vittime palestinesi e quelle israeliane sia stato di tre a uno.
Yasser Arafat morì nel 2005 e Mahmmoud Abbas, approfittando della mancanza di un vero e proprio leader, riprese il dialogo con Israele. Furono fatte molte promesse da entrambe le parti, compreso il ritiro dei soldati israeliani da Gaza, ma una battuta d'arresto fu segnata dalla presa del potere da parte dei nazionalisti di Hamas nel gennaio 2006. Il rifiuto di Hamas di riconoscere lo stato di Israele portò all'inasprirsi dei rapporti in questa difficile regione. Senza avere una controparte con la quale dialogare, il leader israeliano Ehud Olmert (che ha preso il posto di Ariel Sharon) continua ad agire in modo unilaterale, costruendo barriere tra Israele e i territori palestinesi e pianificando ulteriori ritiri dal West Bank.
Se c'è una buona notizia di cui meriti parlare è che l'economia di Israle conosce un nuovo boom, grazie ai risultati nel settore tecnologico e turistico. Questo trend è stato confermato a metà del 2006, quando il magnate americano Warren Buffet ha investito 4 miliardi di dollari per una quota dell'80% della Iscar, società israeliana specializzata in macchine per il taglio dei metalli.
Storia Moderna
Durante la Grande Guerra, la Gran Bretagna promise agli arabi il riconoscimento di uno Stato arabo e agli ebrei quello di un territorio ebraico in Palestina. Alla fine del conflitto, la Gran Bretagna ottenne un mandato per governare la regione e, con un'Europa che si avviava verso un secondo conflitto di portata mondiale, gli inglesi decisero di arrestare l'emigrazione verso Israele. Emigranti clandestini continuarono tuttavia ad arrivare provocando una violenta reazione da parte araba. Nel 1947 la Gran Bretagna rinunciò al proprio mandato e una risoluzione condusse alla spartizione del territorio tra arabi ed ebrei. Il 14 maggio 1948 fu fondato lo Stato di Israele. Egitto, Siria, Giordania e Libano non stettero a guardare e, alla firma dell'armistizio nel maggio del 1949, Israele aveva esteso il proprio territorio. Il nuovo stato offrì la propria cittadinanza a tutti gli ebrei disposti a trasferirsi e riprese l'ondata di arrivi.
Nel 1956, come risposta alle mire egiziane sul canale di Suez, Israele, Gran Bretagna e Francia invasero la Penisola del Sinai. A seguito di una forte pressione della comunità internazionale, Israele si ritirò dal Sinai e le truppe francesi fecero dietrofront. La tensione rimase forte, soprattutto tra Israele, Egitto, Siria, Giordania e Libano. Il 5 giugno 1967 rispose alla manovra di accerchiamento e sferrò un attacco alle truppe arabe lungo i suoi confini. Era l'inizio di quella che sarebbe passata alla storia come Guerra dei sei giorni, al termine della quale Israele avrebbe esteso il proprio controllo alle Alture del Golan, al West Bank, alla Striscia di Gaza e alla Penisola del Sinai. L'Organizzazione per la Liberazione della Palestina, fondata nel 1964, passò nel 1969 sotto il controllo di Yasser Arafat. L'OLP pretese di essere l'unico rappresentante degli interessi palestinesi e si diede come obiettivo la riconquista delle terre passate a Israele e la distruzione dello stato ebraico.
Nel 1979, dopo aver sottratto il Sinai a Israele nella guerra di Yom Kippur (1973), l'Egitto firmò un trattato di riconoscimento reciproco con Israele. I rapporti con Libano e Siria peggiorarono e nel 1981 il Libano fu invaso e le Alture del Golan annesse allo stato ebraico. Israele ritirò le proprie truppe nel 1985, ma le aree al confine con il Libano rimasero una "zona di sicurezza" fino al 2000. Un accordo di pace fu intanto firmato con la Giordania. Nel 1987 una rivolta popolare palestinese, l'intifada, mirò a porre fine agli insediamenti israeliani nel West Bank e a Gaza. La guerriglia araba mise in seria difficoltà il super organizzato esercito israeliano. Nel 1993 l'accordo di pace di Oslo programmò il riconoscimento reciproco tra Israele e OLP. In quell'occasione fu ipotizzata anche una parziale auto-gestione dei palestinesi nel West Bank e a Gaza. Le possibilità di successo dell'operazione sembrarono crollare nel 1995, quando Yitzak Rabin, il primo ministro israeliano, fu assassinato. Il suo successore, Benyamin Netanyahu, del Likud, diede un'impronta più intransigente ai negoziati. Durante il suo mandato la tensione tra arabi e israeliani crebbe in modo considerevole.
Ehud Barak gli succedette nel 1999. A Camp David fu indicata la via da seguire nel medio-lungo periodo per garantire la pace e la sicurezza e per porre fine alla violenza. I palestinesi rifiutarono l'offerta, mettendo in dubbio l'esistenza di Israele e reclamando il diritto al ritorno dei profughi arabi nei propri territori. Una grande opportunità era andata in fumo e la situazione si deteriorò in fretta. Dopo una visita poco opportuna di Ariel Sharon alla moschea di al-Aqsa di Gerusalemme, ripresero gli scontri nel West Bank, tra i soldati dell'Autorità Palestinese e le truppe israeliane. I feriti e le vittime furono numerosi: si parla di 300 caduti alla fine del 2000.
Stroria ante 20mo Secolo
Profondamente legata alla tradizione (anche letteraria), ricca di cultura e di episodi spesso cruenti, la storia di Israele obbliga a un continuo dialogo tra passato e presente, in un paese nel quale la vita di ogni giorno deve fare i conti con la non sempre facile eredità di un'eredità millenaria. Tutto ha avuto inizio intorno al 1800 a.C., quando Abramo, alla guida di un gruppo di nomadi provenienti dalla Mesopotamia, si insediò sulle alture di Canaan. Dopo un lungo periodo di lotte contro cananei e filistei, gli ebrei trovarono nella monarchia, instaurata da Saul intorno al 1000 a.C, la forza propulsiva per sconfiggere i loro nemici: Gerusalemme venne conquistata dal re David e dotata di grandiose costruzioni da Salomone. Alla morte di Salomone, però, il regno si divise in due entità autonome, il regno di Giuda e il regno di Israele. Nel 722 il regno di Israele fu assoggettato dagli Assiri, e nel 586 toccò al regno di Giuda. Gerusalemme venne rasa al suolo, gli abitanti furono deportati a Babilonia, ma in Palestina sopravvisse una componente ebraica. L'inarrestabile avanzata dell'impero romano coinvolse Israele nel 63 d.C., quando il territorio fu assoggettato al dominio di Roma. Il cattivo governo dell'imperatore Caligola suscitò la rivolta ebraica, che durò quattro anni e fu sedata con la distruzione del tempio. Dopo un'ulteriore rivolta, la stessa Gerusalemme fu rasa al suolo e una nuova città (Aelia Capitolina) fu costruita sulle sue rovine. In quel periodo fu creata la provicia romana di Palestina. Questi eventi condussero al tramonto dello stato ebraico e all'inizio della diaspora, l'emigrazione del popolo ebraico.
Nel 331 d.C. l'imperatore Costantino fece del cristianesimo la religione di stato. L'interesse per la Terra Santa divenne molto forte in tutto l'impero e furono costruiti numerosi edifici, compresa la chiesa del Santo Sepolcro, per identificare i siti di maggiore importanza. Ma il dominio cristiano su queste terre non era destinato a vita facile. Nel 638 d.C. le forze del califfo Omar occuparono Gerusalemme, che fu dichiarata "Città santa" dell'islam, perché dal Monte del Tempio, nel cuore della città, Maometto salì al cielo. La reazione della cristianità si fece attendere a lungo e solo nel 1099 fu indetta la prima crociata, che condusse a quasi un secolo di dominio cristiano. Nel 1187 l'islam tornò ad avere il sopravvento. Nel 1291 vi fu la caduta di San Giovanni d'Acri, ultima piazzaforte cristiana.
I cinque secoli succcessivi furono tra i più tranquilli della storia di Israele. I domini si succedettero con regolarità e il controllo della regione passò di mano in mano con monotona regolarità. L'unico scontro degno di nota avvenne nel 1517, quando i turchi sottrassero Gerusalemme ai mamelucchi e Solimano il Magnifico fece ricostruire le mura della città.
Intorno alla metà del XIX secolo, il progressivo indebolimento dell'impero ottomano portò le potenze europee a guardare con nuovo interesse verso Israele. La Gran Bretagna aprì un consolato a Gerusalemme e nel 1839 Sir Moses Montefiore, un ebreo inglese, iniziò a promuovere l'idea di uno stato ebraico. Nel 1878 fu fondata la prima colonia ebraica, sull'onda della Aliyah, il movimento di emigrazione degli ebrei verso la Palestina. Nello stesso periodo, la popolazione araba locale stava sviluppando un acceso nazionalismo: non c'erano grandi premesse per una convivenza pacifica.
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