Introduzione
Capoluogo di provincia dell'Emilia-Romagna, la città si estende nella bassa pianura romagnola (un tempo paludosa), poco lontano dalla costa adriatica. Antico insediamento umbro-etrusco, Ravenna divenne con Augusto, che vi costruì il porto di Classe, il più importante centro navale dell'Adriatico. Il suo prestigio accrebbe con Onorio, che la elesse a capitale dell'Impero Romano d'Occidente (sec. V); mentre con i re Teodosio, Odoacre e Teodorico si abbellì di monumenti e luoghi di culto. Divenne capitale bizantina nel 540, godendo poi di due secoli di relativa pace. La donazione della città al papa, imposta da Pipino re dei Franchi, segnò il suo passaggio alla sovranità della Chiesa (756). Ma l'inarrestabile interramento del porto, causato dai detriti del Po, e l'affermarsi della potente Venezia ne segnarono il triste declino; dopo la lunga signoria dei da Polenta, passò ai veneziani (1441). Saccheggiata dai Francesi, Ravenna scomparve per tre secoli dal novero delle città importanti. Nel 1815 ritornò allo Stato Pontificio, fino all'unità d'Italia, per poi essere al centro di una strenua lotta antifascista. Le travagliate e sanguinose vicende della storia non hanno intaccato la bellezza della città. Il suo fascino di superba capitale dell'Impero d'Occidente, Ravenna lo conserva, altezzosa. E a ragione. Unica al mondo, essa custodisce inestimabili gioielli architettonici che testimoniano il passaggio dall'arte paleocristiana, di derivazione classica, a quella bizantina, come il complesso di San Vitale, il mausoleo di Galla Placidia e quello di Teodorico, S. Apollinare e il Battistero Neoniano, riccamente decorati da splendidi mosaici.