Introduzione
La potente e ricca città etrusca si estendeva sul colle della Civita, parallelo a quello ove sorge l'abitato moderno alla sinistra del fiume Marta, poco a monte della sua foce nel Tirreno. Secondo la leggenda fu fondata verso il 1500 a. C. da Tarconte, originario della Lidia, e alleato di Enea nella guerra contro Turno e Latino. Qui nacque la stirpe dei re Tarquinii, ma la sua storia più recente seguì le sorti dello Stato Pontificio di cui fu per secoli dominio. Sul colle sono visibili i resti delle mura e il basamento di un grande tempio, la cosiddetta Ara della Regina, da cui viene il noto rilievo con cavalli alati dei secc. IV-III a. C. conservato presso il Museo nazionale Tarquinense. Il museo è sistemato nella splendida cornice del rinascimentale palazzo Vitelleschi (1436-90), che conserva ancora elementi gotici, tra cui le bifore e il bugnato sulla facciata. Vi sono stati raccolti i materiali dei vari scavi: dai cinerari villanoviani ai bronzi, dalla pittura tombale alla ricca ceramica greca ed etrusca, ai sarcofagi di tufo, alle terrecotte architettoniche. Nel nucleo più antico di Tarquinia, chiese, torri e palazzi medievali suscitano antiche atmosfere. Notevoli soprattutto la chiesa romanica di S. Maria di Castello (1121-1208), con decorazioni cosmatesche sul portale e pavimento musivo all'interno, e la chiesa di S. Martino (sec. XII), con absidi in stile arabo-normanno.