
La RER per la Tour Eifell non funziona, quindi devo fare il giro di mezza città e arrivo un po' più tardi del previsto, ma in fondo chi se ne frega. Seguo la massa lungo una piccola via fino ad arrivare alla torre, altissima e nera, che sembra tutto tranne una torre radio televisiva (perché è quello che è in realtà). Faccio subito la fila per salire sulla torre, solo 20 minuti, pensavo peggio, ma sono le otto del mattino, quindi credo sia normale. Quando l'ascensore parte io chiudo gli occhi e li riapro solo quando scendo al secondo piano, primo giro e prime foto. Cerco di orizzontarmi un po', Parigi dall'alto è stupenda, peccato per la foschia che copre Notre Dame. Si riprende l'ascensore per il terzo piano a 200 metri d'altezza. Ascensore chiaramente panoramico, occhi ovviamente chiusi. Provo ad aprirli ma mi viene l'ansia così li tengo chiusi fino a quando non sento l'ascensore che si ferma. Da lassù la vista è ancora migliore. Mi avevano detto di fare due cose una volta la sopra: fumare e sputare la cicca. Ma la sopra non si fuma e non ho cicche, ma se ne avessi e la sputassi giù da quell'altezza sarebbe omicidio volontario nel caso trovassi qualcuno sotto. Mi faccio un lungo giro, mi prendo un caffè (che fa schifo, ma non c'è nemmeno bisogno di dirlo) e dopo circa un'ora ritocco terra. Mi siedo proprio sotto la Tour Eifell che c'è l'ombra e sembra che tutto quel metallo attiri pure il fresco, anche se se lo tocchi ti scotti. Vado all'imbarco dei battelli e prendo un biglietto di libera circolazione per poter saliere e scendere quando voglio per tutto il giorno. Salgo sul battello e prendo posto, è rilassante li sopra e l'equipaggio è simpatico. Il capitano saluta e suona la sirena per far divertire i bambini, l'ufficiale spiega quello che si vede durante la navigazione. Mi sono ritrovata in mezzo agli italiani e sembra di stare sui navigli di Milano di domenica pomeriggio, per fortuna ci sono dei posti vuoti, così mi sposto un po' all'ombra e un po' al sole, poi decido di scendere. L'ufficiale lo dice in francese, non capisco bene e aspetto la traduzione inglese: Museè d'Orsay. Scendo dal battello e ho la tentazione di entrare nel museo, ma la coda disordinata e lunghissima mi scoraggia, così mi siedo nel piazzale, mi rilasso un po', pranzo, fumo e poi di nuovo sul battello. Salto la fermata di Saint Germain Des Pres e scendo alla successiva: Notre Dame. Davanti alla Cattedrale mi immobilizzo. L'atmosfera è ancora più magica per via di un violinista che suona la musica di “Nostre Dame de Paris”. Ascolta la canzone mentre aspetto in coda. Riesco ad entrare quasi subito. Mi fermo davanti al rosone centrale incasinando il normale percorso di visita (come al solito) poi tento di tornare nel sentiero, ma mi sembra di seguire una mandria di pecoroni, così inizio un percorso a zig zag tutto mio fra i vari altari e le vetrate. Studio la scultura al lato dell'altare maggiore, cerco di non calpestare le tombe per terra (superstiziosa!) faccio notare ad un turista che ha i piedi sopra la faccia di un vescovo del 1600 e lui mi risponde che intanto è morto e non si può arrabbiare. Lui no, ma io posso arrabbiarmi eccome! Calma Miky.... respira a fondo... chiudi gli occhi... cerca Quasimodo... e Nostre Dame non è così grande come credevo. Entro nella zona riservata ai fedeli, in fondo sono nata cattolica pure io, mi siedo e mi guardo intorno... e aspetto Quasimodo, Frollo Esmeralda... poi mi viene voglia di fumarmi una sigaretta, esco dalla chiesa e mi siedo sul muretto. Poi trovo l'ingresso di un museo nascosto sotto terra. Ci entro e scopro degli scavi antichi, dell'epoca dei Celti (ma loro dicono Galli) e dei romani. Delle case a cui manca solo il tetto, attracchi di barche, vasi, ossa, ossa, cibo avanzato... le fondamenta di una chiesa rasa al suolo per costruire Notre Dame... tutto interessante, ma corto, come da programma. Mi metto a cercare la Sainte Chapelle e seguo la sua guglia più alta fino ad arrivare al tribunale. La Sainte Chapelle è proprio dentro il cortile. Riesco ad entrarci dopo un'ora e mezza di coda sotto al sole e la schiena va a pezzi. Alle 3 e mezza ritorno a Nostre Dame, faccio un giro nel parco e riprendo il battello. Scendo alla seconda fermata: Hotel de Ville, con la spiaggia di Parigi, e la sabbia della Senna. Sembra di stare a Rimini in bassa stagione. Faccio un giro e ritorno sul battello. All'inizio decido di continuare fino alla Tour Eifell per poi scendere e prendere la metro, ma poi cambio idea e me ne sto sul battello ancora un po' fino a tornare all'Hotel del Ville. Poi prendo la metro, scendo a Bastille e trovo un ristorante messicano... e poi buonanotte.